
Il governo toglie i fondi destinati alla realizzazione del tram di via Nazionale, il collegamento su ferro previsto tra la stazione Termini e San Pietro, nel cuore di Roma. La decisione arriva a oltre due anni dalla conclusione della consultazione pubblica avviata per la progettazione dell’opera, considerata strategica per la mobilità sostenibile della Capitale.
A criticare la situazione è anche Legambiente, che parla apertamente di una scelta «scandalosa» e chiede il ripristino immediato delle risorse per avviare il cantiere.
Roberto Scacchi, responsabile nazionale mobilità di Legambiente e presidente regionale dell’associazione ambientalista, interviene duramente contro il definanziamento del progetto.
«Eliminare i fondi per rigenerare il cuore di Roma con il tram e la mobilità sostenibile, a causa dei ritardi nell’apertura del cantiere, sarebbe scandaloso»
afferma Scacchi.
Secondo il rappresentante di Legambiente, il tram su via Nazionale è un’infrastruttura di cui «si parla da decenni», arrivata anche alla fase di consultazione pubblica conclusa «ormai oltre due anni fa».
Scacchi definisce inoltre «scellerata e incomprensibile» la scelta del governo, collegandola anche al precedente taglio dei fondi per la chiusura dell’Anello ferroviario di Roma.
Per Legambiente il trasporto su ferro rappresenta la soluzione centrale per affrontare traffico, inquinamento e qualità della vita nella Capitale. Il collegamento tra Termini e il Vaticano viene indicato come un asse strategico non soltanto per Roma, ma anche per il grande flusso turistico internazionale che attraversa quotidianamente la città.
«La cura del ferro per la capitale non è una delle opzioni, è l’unica strada percorribile per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente»,
sottolinea Scacchi, evidenziando come il progetto collegherebbe
«la più importante stazione ferroviaria italiana con il Vaticano».
L’associazione ambientalista chiede quindi che il governo intervenga rapidamente per ripristinare i finanziamenti e consentire la chiusura del progetto definitivo, così da avviare
«uno dei più importanti cantieri della transizione ecologica nella mobilità su tutto il territorio nazionale».
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