
Incontro di lancio della festa di Anpi Roma (Mauro Caliste, Facebook)
La terza Festa dell’ANPI provinciale di Roma si è chiusa al Quarticciolo dopo tre giorni di incontri, dibattiti, cultura, musica, sport e socialità. Dal 5 al 7 giugno il Parco Modesto Di Veglia, insieme ad altri spazi del quartiere, ha ospitato la manifestazione “Roma libera e antifascista”, portando nella periferia est della Capitale un programma costruito attorno a memoria storica, partecipazione democratica e attualità politica.
La scelta del Quarticciolo è stata il vero elemento politico di questa edizione. L’ANPI provinciale di Roma ha voluto collocare la festa in un quartiere spesso raccontato attraverso le categorie dell’emergenza e della sicurezza, proponendo invece una narrazione fondata su comunità, spazi pubblici, cultura e presenza nei territori.
Il cuore della manifestazione è stato il Parco Modesto Di Veglia, intitolato al partigiano delle formazioni Bandiera Rossa, indicato dall’ANPI come una figura centrale della memoria storica del Quarticciolo. La festa ha scelto di partire proprio da questo legame tra luogo, storia e identità popolare, richiamando il ruolo delle borgate della zona est nella Resistenza romana.
Nel programma della tre giorni hanno trovato spazio momenti dedicati alla memoria antifascista, alla storia della Repubblica e al voto alle donne, ma anche confronti sulle periferie, sulla pace, sui diritti, sul lavoro sociale e sulle forme di solidarietà attive nei quartieri popolari.
Non è quindi mancato il confronto tra un mondo che si guarda e discute, che crescendo attraverso la discussione dimostra una vivacità più che mai attuale. Insieme ad alcune cariche istituzionali della città, infatti, si sono confrontati nei tanti momenti di dialogo le associazioni attive nei territori, laddove si concretizzano i progetti politici dei palazzi, dai "padroni di casa" di Quarticciolo ribelle agli attivisti di Spin Time, passando per Nonna Roma, Atletico San Lorenzo e ASD Bastogi.
Nella presentazione, l’ANPI provinciale di Roma aveva spiegato che portare la festa al Quarticciolo è stata “una scelta politica”, maturata in un territorio spesso rappresentato per le sue contraddizioni e complessità. Una scelta collegata anche al dibattito sul cosiddetto decreto Caivano e alla critica di un approccio giudicato prevalentemente “securitario” ed “emergenziale”.
Su questo punto si è innestato anche il messaggio dell’assessore capitolino alle Periferie, Giuseppe Battaglia, presente all’apertura della festa. «Ieri [venerdì 5 giugno, ndr], all’apertura della III Festa Provinciale dell’ANPI di Roma al Quarticciolo, abbiamo parlato di comunità, spazi pubblici e partecipazione», ha scritto Battaglia sui suoi canali social, sottolineando che «Quarticciolo merita di essere raccontato per le relazioni che lo tengono unito, per le realtà che ogni giorno lo animano e per le energie che lo attraversano».
Alla manifestazione ha partecipato anche l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, insieme al presidente del Municipio V, Mauro Caliste, che ha parlato di «momenti di condivisione, memoria e impegno civile», ringraziando «tutte e tutti coloro che tengono viva la memoria».
Il programma ha attraversato linguaggi e temi diversi. La giornata inaugurale ha previsto il confronto su “La Resistenza nelle e dalle borgate”, seguito da una tavola rotonda su pace, riarmo e autodeterminazione dei popoli, dalla presentazione del volume “Il loro grido è la mia voce - Poesie da Gaza”, da proiezioni e concerti.
Sabato 6 giugno spazio anche al Teatro Quarticciolo, con la proiezione di documentari sui quartieri popolari e sul Quarticciolo, e allo sport popolare, con la tavola rotonda “Lo sport popolare come strumento di solidarietà internazionalista” e il torneo di pugilato curato dalla Palestra popolare del Quarticciolo.
Domenica 7 giugno la festa ha ospitato, tra gli altri appuntamenti, la tavola rotonda “Un altro modello di città: mutualismo e solidarietà oltre i decreti sicurezza”, con la partecipazione di realtà sociali e associative del territorio. Nel corso della giornata si sono alternati anche presentazioni di libri, il pranzo partigiano, il confronto sugli 80 anni della Repubblica e del voto alle donne, il reading teatrale “L’altra metà del cielo. Storia delle donne della Resistenza” e i concerti conclusivi.
La festa ha tenuto insieme il piano della memoria storica e quello dell’attualità urbana. Da un lato la Resistenza, le borgate, la Liberazione di Roma e il ruolo del Quarticciolo nella storia antifascista della Capitale. Dall’altro le domande sul presente: come si costruisce comunità nei quartieri popolari, quali politiche servono per contrastare marginalità e degrado, quale spazio riconoscere alle reti civiche, sociali e associative già attive nei territori.
In questo senso, la terza Festa dell’ANPI provinciale di Roma ha provato a spostare il racconto del Quarticciolo verso uno spazio attraversato da relazioni, memoria, conflitti sociali, iniziative culturali e forme quotidiane di partecipazione.
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