Roma, 21 luglio 2026
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Intelligenza artificiale, in due anni triplicano le imprese italiane che la utilizzano

A Roma la conferenza internazionale sulla nuova frontiera dell’IA: la creatività

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
Intelligenza artificiale, in due anni triplicano le imprese italiane che la utilizzano

L’intelligenza artificiale accelera la sua diffusione nel sistema produttivo italiano e apre una nuova fase del dibattito internazionale, quella sulla creatività. Dal 1° al 3 settembre Roma ospiterà la terza edizione di «Creativity: Minds and Machines», la conferenza organizzata dall’International Center for Consciousness Studies (ICCS), che riunirà filosofi, neuroscienziati, esperti di IA e protagonisti dell’industria tecnologica per confrontarsi sul ruolo delle macchine nei processi creativi.

Istat: l’IA cresce rapidamente nelle imprese italiane

Secondo gli ultimi dati Istat, in appena due anni è più che triplicata la quota di imprese italiane con almeno 10 addetti che utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale: dal 5 per cento del 2023 all’8,2 per cento del 2024, fino al 16,4 per cento nel 2025. Tra le grandi imprese, con almeno 250 dipendenti, l’adozione ha già superato il 50 per cento, raggiungendo il 53,1 per cento. Una crescita che testimonia il passaggio dell’IA da tecnologia sperimentale a strumento ormai integrato nei processi produttivi.

Dall’automazione alla creatività

Dopo aver rivoluzionato l’automazione, l’analisi dei dati e l’organizzazione del lavoro, l’intelligenza artificiale si affaccia ora in uno dei campi considerati più propriamente umani: la creatività. Testi, immagini, musica, video, design e storytelling possono già essere realizzati con il supporto di sistemi generativi, alimentando il dibattito sul significato di concetti come originalità, immaginazione e autorialità. Una trasformazione che coinvolge non solo il mondo della tecnologia, ma anche quello della cultura, dell’arte, dell’editoria e delle professioni creative.

A Roma il confronto tra scienza, filosofia e industria

La conferenza metterà a confronto discipline diverse – dalla filosofia alle neuroscienze, dall’intelligenza artificiale alla psicologia – per riflettere sulla possibilità che le macchine partecipino a processi creativi e sul confine tra elaborazione algoritmica e creatività autenticamente umana. Tra gli ospiti figurano Nicholas Humphrey, Dmitry Volkov, David Freedberg, Luc Steels, Liad Mudrik e Greg Currie. Parteciperanno inoltre Arathi Sethumadhavan, Research Lead del Technology and Society Envisioning Studio di Google, Alex Hofmann, già presidente di musical.ly, Alex O’Connor e Massimo Chiriatti, Chief Technology & Innovation Officer di Lenovo Italia.

Le implicazioni per economia e lavoro

Al centro del confronto ci saranno anche le conseguenze economiche e sociali dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale. La crescente capacità dei sistemi generativi di produrre contenuti complessi pone infatti interrogativi sul futuro delle professioni creative, sul concetto di autore, sulla proprietà intellettuale e sul rapporto tra capacità umane e sistemi artificiali. Per tre giorni Roma diventerà così un punto di riferimento internazionale per discutere una delle sfide destinate a segnare la prossima fase dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale: comprendere dove finisca la capacità delle macchine di generare contenuti e dove inizi ciò che continuiamo a considerare espressione autenticamente umana.

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