
Ventitré coltellate. È questo il numero delle ferite che hanno provocato la morte di Federica Torzullo, la donna di 41 anni scomparsa nei giorni scorsi e ritrovata senza vita in un terreno nei pressi dell’azienda del marito. A rivelarlo è l’autopsia eseguita presso l’Istituto di medicina legale di Roma, che restituisce un quadro di violenza estrema e prolungata.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, la prima coltellata sarebbe stata inferta sul lato destro del collo e sarebbe stata sferrata con la mano sinistra. Almeno quattro ferite, localizzate sulle mani, indicano che Federica ha tentato di difendersi dall’aggressione. Le restanti lesioni sono concentrate tra il collo e il volto. L’arma del delitto sarebbe un coltello a lama bilama. Il corpo della donna è stato rinvenuto completamente nudo e sepolto. Nel corso dell’autopsia sono emerse anche altre lesioni, compatibili con le modalità di occultamento del corpo.
I medici legali hanno poi rilevato ustioni sul volto, sul collo, sulle braccia e sulla parte superiore del torace, oltre a gravi lesioni al bacino e all’addome.
Nei prossimi giorni verranno avviati gli esami istologici e chimico-tossicologici, fondamentali per chiarire ulteriori dettagli sulle ultime ore di vita della donna. I risultati sono attesi entro circa novanta giorni.
Per il femminicidio e per l'occultamento del cadavere è indagato il marito di Federica. L’inchiesta prosegue mentre la comunità di Anguillara resta scossa da un delitto che riporta ancora una volta al centro dell’attenzione la violenza contro le donne, consumata tra le mura domestiche e culminata in una ferocia senza ritorno.
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