Roma, 6 febbraio 2026
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Emergenza abitativa, Paoluzzi di Unione Inquilini: «A Roma una famiglia con tre minori, di cui uno con disabilità, da stanotte dorme in macchina»

Roma, famiglia sfrattata con tre figli costretta a dormire in auto

di Edoardo IacolucciULTIMO AGGIORNAMENTO 3 ore fa - TEMPO DI LETTURA 3'

«Da questa sera la famiglia di Danilo e Francesca composta da madre, padre e tre minori, di cui uno con disabilità, sarà costretta a dormire in macchina». Così Silvia Paoluzzi di Unione Inquilini denuncia una situazione che definisce «senza precedenti per gravità». La famiglia era stata sfrattata l’8 gennaio scorso e, da allora, aveva potuto contare solo su una soluzione temporanea.

Nessuna alternativa per la famiglia

Secondo quanto riferito dal sindacato per la casa, dopo lo sfratto il nucleo ha potuto contare sui fondi previsti dalla delibera 154, il Piano capitolino integrato di attività e organizzazione del biennio 2023-25, erogati dal X Municipio, che hanno consentito il pagamento di un bed and breakfast. Una soluzione tampone che ha garantito un’accoglienza immediata. Oggi però quella possibilità si è esaurita: «Oggi quei fondi sono esauriti e in tasca restano appena 50 euro. Nessuna alternativa e tutela».

Secondo Unione Inquilini, la situazione avrebbe potuto essere attenuata con l’avvio dei fondi relativi al 2026 della stessa delibera 154. «Risorse che avrebbero garantito almeno qualche giorno in più di accoglienza e un minimo di continuità», sottolinea l’organizzazione, che pur riconoscendo i passi del Comune, insiste ancora una volta la necessità di una maggiore tempestività nei passaggi amministrativi.

Il caso si inserisce in un quadro più ampio che coinvolge l’intera città e l’intero Paese. «A Roma dieci nuclei al giorno vengono sfrattati, spesso con minori», ricorda Unione Inquilini, «spesso senza alcun passaggio da casa a casa». Un’emergenza abitativa strutturale che si intreccia con un mercato immobiliare saturo e con un numero di alloggi pubblici ancora insufficiente rispetto ai bisogni.

Gli strumenti e il confronto aperto

La famiglia potrebbe rientrare tra i potenziali beneficiari della delibera 185, pensata dal Comune proprio per la prevenzione degli sfratti. Secondo quanto osservano i sindacalisti, però, lo strumento incontra ancora «limiti evidenti in un contesto dove reperire un contratto di affitto è complesso anche per chi dispone di un sostegno economico». Il Dipartimento capitolino Politiche Abitative è intanto chiamato a valutare l’ipotesi di un’assegnazione in deroga di un alloggio Erp, tenendo conto della fragilità del nucleo e del lavoro di interlocuzione avviato a livello municipale.

Casa, il piano del Campidoglio sugli alloggi popolari

Sul fronte delle politiche strutturali, il Campidoglio rivendica un cambio di passo. Con l’acquisto di 1.040 appartamenti da Fondazione Enasarco, Roma Capitale ha avviato quella che viene definita la più ampia operazione di edilizia residenziale pubblica degli ultimi decenni. «È una decisione storica», ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, che ha parlato di «un investimento di circa 250 milioni di euro per dare risposte concrete all’emergenza abitativa». Gli alloggi, di cui 236 già acquisiti, saranno destinati a nuclei con redditi medio-bassi e a categorie considerate prioritarie.

L’assessore alle politiche abitative Tobia Zevi ha sottolineato come l’operazione segni un’inversione di tendenza: «Nei prossimi mesi inizieranno le assegnazioni degli alloggi già acquisiti e, entro il 2026, contiamo di completare l’intera operazione». Un intervento che, nelle intenzioni dell’amministrazione, punta a rafforzare il patrimonio pubblico e a ridurre progressivamente la pressione dell’emergenza.

Unione Inquilini, pur riconoscendo l’importanza degli investimenti strutturali, ribadisce la necessità di risposte immediate per i casi più fragili: «Nessuna famiglia dovrebbe dormire in macchina», è l’appello finale, che invita a tenere insieme programmazione di lungo periodo e tutela urgente del diritto alla casa.

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