
Proprio alla vigilia della giornata di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina è apparsa davanti alla sede del Coni in viale Tiziano la nuova e provocatoria opera della street artist Laika, dal titolo «Ice Out!».
Il poster ritrae un agente dell’Ice che spara a uno ski jumper e una montagna rovesciata con il logo dei Giochi Olimpici, in cui il cerchio rosso si trasforma in un mirino.
«La presenza dell’agenzia anti-immigrazione è inammissibile – dichiara Laika –. Negli ultimi mesi tutto il mondo ha visto il suo vero volto: squadracce alle dipendenze di Trump, razziste e violente, che compiono veri e propri rastrellamenti in stile Gestapo».
L’artista cita episodi che, secondo lei, rappresentano la deriva dell’Ice: «Sono coloro che hanno sparato in volto a Renee Good, che hanno crivellato di colpi l’infermiere Alex Pretti e che hanno arrestato Liam Conejos Ramos, un bambino di soli cinque anni».
Secondo Laika, la presenza dell’Ice ai Giochi Olimpici contraddice apertamente i principi fondanti del movimento olimpico. «Con la presenza dell’ICE ai Giochi si uccidono valori fondamentali della Carta Olimpica, come la solidarietà e la lotta alle discriminazioni», afferma.
Valori che ribadiscono il principio secondo cui lo sport deve essere al servizio dello sviluppo armonico dell’uomo, per favorire l’avvento di una società pacifica impegnata a difendere la dignità umana.
Nel mirino dell’artista finiscono anche i vertici dello sport internazionale e italiano. «Mi fa rabbia che il CIO e il CONI non abbiano preso una posizione netta e coerente con i propri valori e si siano girati dall’altra parte, minimizzando la questione in quanto competenza esclusiva degli Stati e dei governi», attacca Laika.
«Oggi tutto il mondo dello sport, e non solo, sta alzando la voce: non c’è spazio per razzismo, violenza o per chi minaccia la democrazia. La “magia dello spirito olimpico” passa anche da questo».
L’intervento artistico si chiude con un appello alla partecipazione attiva. Laika invita cittadini, sportivi e attivisti a prendere parte alla manifestazione «Mobilitiamo la città – ICE OUT», indetta per domani 6 febbraio a Milano, alle 9.30, in piazza Leonardo da Vinci.
Un gesto che, nelle intenzioni dell’artista, vuole trasformare la protesta visiva in un momento concreto di mobilitazione civile, in difesa dei valori olimpici e dei diritti umani.
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