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Automobili, case intelligenti, robot, prodotti per anziani e bambini, moda, salute e beni a minore impatto ambientale. La Cina ha definito un nuovo pacchetto di misure con cui punta a portare le vendite al dettaglio di beni di consumo a circa 60mila miliardi di yuan entro il 2030, equivalenti a circa 8.850 miliardi di dollari.
Le linee guida sono state pubblicate dal ministero del Commercio insieme ad altri sei dipartimenti del governo cinese e fanno parte della strategia con cui Pechino sta cercando di rafforzare la domanda interna durante il quindicesimo Piano quinquennale, che copre il periodo 2026-2030.
Il punto di partenza è un mercato già enorme: nel 2025 le vendite al dettaglio complessive di beni di consumo avevano raggiunto 50.120 miliardi di yuan, in crescita del 3,7 per cento rispetto all'anno precedente. Il traguardo fissato per il 2030 sarebbe quindi superiore di quasi il 20 per cento rispetto al livello registrato lo scorso anno.
Il piano divide l'intervento in quattro grandi direzioni: sostenere i beni durevoli, migliorare l'offerta dei prodotti di uso quotidiano, sviluppare consumi più specifici e creare domanda per prodotti di fascia e contenuto tecnologico più elevati.
Un ruolo importante continua a essere assegnato all'automobile. Il governo chiede alle amministrazioni locali interessate di rivedere le restrizioni considerate eccessive all'acquisto di veicoli, sviluppare il mercato dell'usato e dell'assistenza e ampliare le infrastrutture di ricarica per le auto elettriche lungo le strade, nei parcheggi e nei nodi di trasporto.
Per la casa, invece, Pechino punta sulla diffusione dei sistemi di smart home, con incentivi allo sviluppo di centri nei quali i consumatori possano provare direttamente le tecnologie e alla realizzazione di abitazioni nelle quali illuminazione, elettrodomestici e altri dispositivi possano essere gestiti attraverso un unico sistema.
Le misure riguardano anche il rinnovo degli elettrodomestici e il potenziamento delle reti per il ritiro e il riciclo dei prodotti più vecchi.
Una parte significativa del documento riguarda i cosiddetti “consumi intelligenti”.
La Cina vuole creare aree pilota nazionali per sperimentare applicazioni dell'intelligenza artificiale destinate direttamente ai consumatori e accelerare la diffusione di smartphone e computer con funzioni di IA, dispositivi indossabili, robot intelligenti e prodotti per la casa connessa.
Il piano prevede anche la nascita di aree commerciali dedicate all'“IA + consumo”, negozi specializzati e centri nei quali il pubblico possa provare direttamente queste tecnologie.
L'obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2030 a mercati dell'ordine delle decine di migliaia di miliardi di yuan nei nuovi settori legati ai consumi verdi, intelligenti e alla salute, mentre categorie già consolidate come automobili, elettrodomestici, dispositivi per le comunicazioni, tessile e abbigliamento dovrebbero continuare a rappresentare mercati da almeno mille miliardi di yuan.
L'invecchiamento della popolazione cinese entra direttamente nella strategia sui consumi.
Per la cosiddetta silver economy, il governo vuole sostenere prodotti tecnologici destinati agli anziani, compresi esoscheletri, sedie a rotelle elettriche, materassi intelligenti e dispositivi per il monitoraggio della salute e l'assistenza quotidiana.
Il documento propone inoltre di ampliare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e di altre tecnologie nei prodotti assistivi e di creare aree dedicate alla loro vendita all'interno di supermercati, farmacie, ospedali, alberghi e strutture per anziani.
Un capitolo parallelo riguarda i bambini, con il sostegno allo sviluppo di alimenti, attrezzature per le attività all'aperto, giocattoli educativi e dispositivi intelligenti per la sorveglianza e la cura dei più piccoli.
La strategia non si limita ai settori tecnologici.
Nel tessile e nell'abbigliamento, Pechino vuole sostenere i marchi di design, rafforzare quelli legati alle diverse tradizioni regionali e sviluppare piattaforme come settimane della moda, presentazioni e debutti di nuove collezioni.
Il documento prevede inoltre di facilitare l'importazione di prodotti internazionali considerati di qualità nei settori verde, salute, tecnologia e moda, utilizzando anche la China International Import Expo, il commercio elettronico transfrontaliero e i negozi duty free.
Allo stesso tempo viene rafforzato il sostegno ai marchi cinesi, comprese le aziende storiche e i prodotti culturali e creativi destinati anche ai turisti stranieri.
Una delle politiche già utilizzate da Pechino per stimolare gli acquisti è il programma di trade-in, attraverso il quale i consumatori ricevono incentivi per sostituire vecchi prodotti con modelli nuovi.
Per il 2026 il governo ha previsto 250 miliardi di yuan provenienti da titoli di Stato speciali a lunghissima scadenza destinati a questi programmi, oltre a un fondo di coordinamento fiscale e finanziario da 100 miliardi per sostenere più in generale la domanda interna.
Nella prima metà dell'anno, secondo il ministero del Commercio, i programmi di sostituzione avrebbero generato 1.100 miliardi di yuan di vendite e interessato i consumatori in circa 150 milioni di operazioni.
Sono state sostituite 3,71 milioni di automobili e 63,27 milioni di elettrodomestici, mentre sono stati acquistati 79,1 milioni di prodotti digitali e intelligenti.
Le nuove misure arrivano però in una fase nella quale la crescita delle vendite è relativamente debole.
Nei primi sette mesi del 2026 le vendite al dettaglio complessive hanno raggiunto 28.770 miliardi di yuan, appena l'1,2 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Il rafforzamento della domanda interna è per questo diventato uno dei temi centrali della politica economica cinese. A luglio il governo aveva già approvato il primo piano quinquennale del Paese dedicato specificamente all'espansione dei consumi, comprendendo non soltanto i beni materiali ma anche servizi, turismo, cultura, sport, istruzione e assistenza.
Le nuove linee guida pubblicate a fine agosto traducono quella strategia in misure più concrete per il mercato dei beni: dalle auto ai robot, passando per abbigliamento, elettrodomestici e prodotti per anziani, con l'obiettivo di trasformare una quota crescente del grande mercato interno cinese in uno dei motori della crescita economica dei prossimi cinque anni.
Fonte: agenzia Xinhua
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