Roma, 17 agosto 2026
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Entra in vigore il nuovo Codice ecologico e ambientale in Cina: 1.242 articoli per la transizione verde

La nuova normativa, approvata a marzo, riunisce e coordina decine di leggi e regolamenti su inquinamento, tutela degli ecosistemi e sviluppo a basse emissioni

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
(Fonte: agenzia Xinhua)

(Fonte: agenzia Xinhua)

La Cina rafforza il quadro normativo sulla tutela dell'ambiente con l'entrata in vigore del nuovo Codice ecologico e ambientale. Il testo conta 1.242 articoli e punta a riordinare in un unico sistema la legislazione cinese in materia di contrasto all'inquinamento, protezione degli ecosistemi e sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio.

Approvato lo scorso marzo dall'Assemblea nazionale del popolo, il Codice rappresenta il secondo testo legislativo cinese formalmente organizzato come codice, dopo il Codice civile adottato nel 2020. La sua entrata in vigore è coincisa con la quarta Giornata nazionale dell'ecologia, dedicata quest'anno al tema della costruzione di una base verde per la modernizzazione del Paese.

Un unico quadro per le norme ambientali

Uno degli elementi centrali della riforma riguarda il riordino della normativa esistente. Il Codice è stato costruito attraverso l'integrazione e la revisione di oltre 30 leggi ambientali, più di 100 regolamenti amministrativi e circa mille disposizioni legislative e regolamentari locali.

L'obiettivo dichiarato è superare la frammentazione delle norme e creare un quadro giuridico più uniforme per la gestione delle questioni ambientali. Nel testo trovano spazio anche strumenti già utilizzati nel Paese, come i sistemi di responsabilità per la gestione di fiumi, laghi e foreste e i meccanismi centrali di ispezione ambientale.

Il nuovo assetto avrà conseguenze anche sul piano giudiziario. In vista dell'entrata in vigore del Codice, la Corte suprema del popolo e la Procura suprema del popolo hanno aggiornato alcune interpretazioni relative, tra l'altro, ai procedimenti di interesse pubblico in materia di ecosistemi marini e ai reati di inquinamento ambientale. Le modifiche sono entrate in vigore anch'esse il 15 agosto.

Un capitolo dedicato allo sviluppo verde

Tra le caratteristiche del Codice c'è la presenza di un intero capitolo dedicato allo sviluppo verde e a basse emissioni di carbonio. La normativa amplia così il campo rispetto alla sola prevenzione dell'inquinamento e alla conservazione degli ecosistemi, inserendo la transizione ambientale all'interno delle politiche di sviluppo economico.

Il testo si inserisce anche nel percorso con cui Pechino punta a raggiungere il picco delle emissioni di carbonio prima del 2030 e la neutralità carbonica prima del 2060, obiettivi già fissati dal governo cinese. Il nuovo quadro normativo contiene inoltre disposizioni sulla cooperazione internazionale e sull'adempimento degli impegni assunti dalla Cina attraverso i trattati ambientali e climatici.

Il piano ambientale cinese verso il 2030

L'entrata in vigore del Codice arriva mentre Pechino sta definendo la politica ambientale del 15esimo Piano quinquennale 2026-2030. A luglio il Consiglio di Stato ha delineato un programma per la cosiddetta iniziativa Beautiful China, che prevede un miglioramento complessivo della qualità ambientale e una maggiore diffusione di sistemi produttivi e stili di vita a minore impatto entro la fine del decennio.

Secondo i dati diffusi dalle autorità cinesi, nel 2025 la concentrazione media di PM2.5 nelle principali città del Paese è scesa a 28 microgrammi per metro cubo, mentre i giorni classificati con una buona qualità dell'aria hanno raggiunto l'89,3%. Dati che il governo presenta come parte dei risultati ottenuti negli ultimi anni sul fronte ambientale e sui quali ora si innesta il nuovo Codice.

Fonte: agenzia Xinhua

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