
(Foto: Parco Regionale dell'Appia Antica - Facebook)
Nell’area della Valle della Caffarella, parte integrante del Parco Regionale dell’Appia Antica, il tema della circolazione dei mezzi elettrici ha acceso il confronto tra visitatori, operatori e istituzioni. Al centro della discussione c’è l’applicazione del regolamento del parco, dopo le notizie circolate nei giorni scorsi su una stretta all’utilizzo di biciclette a pedalata assistita, monopattini elettrici e altri dispositivi di micromobilità.
Il caso riguarda un’ampia porzione di territorio compresa tra via Appia Antica, via Latina e l’area dell’Almone, dove le disposizioni contenute nel regolamento disciplinano l’accesso e la circolazione dei mezzi considerati motorizzati. Le norme richiamano il divieto per motocicli, ciclomotori e veicoli assimilabili, anche quando non sono in movimento o vengono condotti a mano.
Nei primi giorni di applicazione più rigorosa, il personale incaricato della sorveglianza ha avviato controlli e sanzioni nei confronti di alcuni frequentatori dell’area. Una situazione che ha alimentato dubbi e polemiche, anche perché negli anni l’utilizzo di alcuni mezzi elettrici, in particolare le biciclette, era stato in parte tollerato, anche per non penalizzare le attività presenti nel parco e quelle legate al noleggio.
A intervenire sulla questione è stato lo stesso Parco Regionale dell’Appia Antica, con un messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook per fare chiarezza dopo le notizie circolate e le polemiche apparse sulla stampa riguardo presunti «eccessivi divieti».
L’Ente ha precisato che «le biciclette tradizionali non sono vietate» e che le biciclette non a trazione elettrica possono continuare a circolare lungo l’Appia Antica e nella Valle della Caffarella. Nello stesso messaggio, il Parco ha aggiunto che possono circolare anche «le biciclette a pedalata assistita omologate, come previsto dal Codice della strada».
La precisazione delimita quindi l’ambito della stretta: il regolamento, secondo quanto spiegato dall’Ente, nasce da esigenze di sicurezza e riguarda in particolare mezzi non omologati, che possono raggiungere velocità elevate e rappresentare un rischio per pedoni, bambini e animali in un’area naturale sensibile e molto frequentata.
Il Parco ha sottolineato che l’obiettivo non è limitare la fruizione dell’area, ma garantire una convivenza equilibrata tra tutti gli utenti e preservare un patrimonio naturalistico e storico considerato unico. Una posizione che punta a distinguere tra mobilità consentita, mezzi omologati e dispositivi non conformi alle regole.
Resta aperto il nodo dell’interpretazione del regolamento e della sua applicazione concreta, soprattutto per i frequentatori abituali e per gli operatori presenti nell’area. Alcune associazioni e realtà del territorio hanno chiesto un riesame del provvedimento, proponendo anche una sospensione temporanea per chiarire meglio i criteri di accesso e circolazione.
Lo stesso Ente Parco ha annunciato l’intenzione di rendere il regolamento «ancora più chiaro, comprensibile e facilmente interpretabile» da parte dei cittadini, con l’obiettivo di evitare equivoci e favorire una comunicazione più efficace.
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