
Casal del Marmo (La Capitale)
«Con "Fuori" portiamo il diritto allo studio dove troppo spesso non arriva». Con queste parole Simone Foglio, presidente di Disco Lazio presenta presentato a Roma, nell’hub culturale Moby Dick della Garbatella, il progetto “Fuori” – Formazione universitaria per orientamento e reinserimento individuale, promosso da Disco Lazio, ente regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza, in collaborazione con la Regione Lazio.
L’iniziativa è rivolta agli studenti dell’Istituto penale per i minorenni di Casal del Marmo e punta a favorire percorsi di crescita, formazione e reinserimento sociale per ragazzi sottoposti a misure restrittive.
Tra le azioni già avviate figurano una borsa di studio universitaria per una studentessa detenuta, la fornitura di strumenti informatici per la biblioteca interna e il sostegno alla formazione di altri giovani ospiti dell’istituto. Il progetto include anche attività sportive e culturali, realizzate insieme all’associazione Vita Attiva, storica realtà partner del carcere minorile.
Durante l’evento è stato dedicato un momento alla memoria di Adamo Dionisi, attore romano scomparso nel 2025, la cui storia personale di riscatto attraverso la cultura è simbolo del progetto. Presenti familiari, amici e colleghi che ne hanno ricordato il percorso umano e artistico.
All’incontro hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali e accademici. Tra loro, Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio, Massimiliano Smeriglio, assessore capitolino alla Cultura e, appunto, Simone Foglio, presidente di Disco Lazio che ha sottolineato il valore concreto dell’iniziativa: «Con Fuori portiamo il diritto allo studio e lo facciamo con strumenti concreti e con una convinzione precisa: il diritto allo studio non si ferma davanti ai cancelli di un carcere».
Il presidente della Ragione Lazio Rocca ha evidenziato il significato sociale del progetto, dichiarando: «Quando si parla di recupero e di umanità, ogni divisione politica deve scomparire. Il carcere oggi viene vissuto come un luogo di scarto, mentre dovrebbe essere la sala operatoria sociale del nostro Paese». Il presidente ha inoltre ricordato l’investimento regionale di due milioni di euro per una Casa della comunità all’interno di Rebibbia.
Il progetto “Fuori” si inserisce così nel dibattito sul ruolo del carcere, rilanciando il tema del diritto allo studio come strumento di inclusione e seconda possibilità. Sul valore civile dell’iniziativa è intervenuto anche l'assessore capitolino alla cultura Smeriglio: «Questo progetto ha messo il carcere al centro della scena Le condizioni di detenzione non sono normali, sono disumane». E ha concluso: «In un contesto così difficile, una borsa di studio è un piccolo miracolo».
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