Roma, 31 agosto 2025
Politica

Gaza, giurista italiana sanzionata dal Governo Usa: il caso arriva in aula Giulio Cesare: «Nobel per la pace a Francesca Albanese»

L'amministrazione Trump ha sanzionato la giurista dell'Onu che ha documentato le violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi. Dopo lettere, appelli e decine di migliaia di firme, il caso arriverà in aula Giulio Cesare con una mozione urgente

di Titty Santoriello IndianoULTIMO AGGIORNAMENTO 19 giorni fa - TEMPO DI LETTURA 4'

Del caso di Francesca Albanese, la giurista italiana sanzionata dal governo statunitense per aver denunciato le violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi, si parlerà, nei prossimi giorni, in aula Giulio Cesare. Solidarietà e severa condanna al provvedimento Usa sono alcuni dei punti fermi di una mozione urgente che chiederà al Campidoglio di promuovere la candidatura di Albanese al Premio Nobel per la Pace 2025.

La sanzione Usa e la lettera di attori e intellettuali in difesa di Albanese

Francesca Albanese da maggio 2022 ricopre l’incarico di Relatrice speciale delle Nazioni unite per i diritti umani nei territori palestinesi: è la prima donna ad essere nominata in questo ruolo che le è stato rinnovato, nell'aprile del 2025, dal Consiglio per i Diritti umani dell'Onu. Il suo nome è finito sulle cronache dopo che, il 9 luglio scorso, l'amministrazione Trump ha sanzionato la giurista accusandola di collaborare con la Corte penale internazionale contro cittadini statunitensi e israeliani. Qualche giorno dopo, alcuni intellettuali e attori italiani hanno scritto una lettera aperta in difesa di Albanese che aveva documentatola situazione nei territori palestinesi occupati.

Tra i firmatari Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Valeria Golino e Luca Zingaretti ma anche Valerio Mastandrea e Claudio Santamaria. Insieme a loro hanno sottoscritto l'appello Serena Dandini, Lella Costa e Alessandro Bergonzoni oltre allo storico dell'arte Tomaso Montanari e alla scrittrice Lidia Ravera con i musicisti Marracash,Francesca Michielin, Cosmo e La Rappresentante di Lista.

«Protezione diplomatica»

Ora la questione sarà discussa in assemblea capitolina. La mozione urgente - a firma dei consiglieri di Sinistra civica ecologista Alessandro Luparelli e Michela Cicculli e del consigliere di Europa verde Ferdinando Bonessio - potrebbe essere calendarizzata già martedì 15 luglio. L'obiettivo è quello di impegnare il sindaco Roberto Gualtieri a trasmettere il testo del provvedimento alle più alte cariche dello Stato per fornire immediata protezione diplomatica ad Albanese e a promuovere ufficialmente la sua candidatura al Nobel.

Il Campidoglio

« Faro di giustizia»

«Roma, Capitale d'Italia e città dei diritti, ha il dovere morale di schierarsi risolutamente al suo fianco, portando in alto e all'attenzione delle massime autorità nazionali l'impegno esemplare svolto con indipendenza e rigore nel documentare violazioni di diritti umani e crimini di guerra», hanno dichiarato i tre consiglieri. La giurista italiana - per Luparelli, Cicculli e Bonessio - rappresenta, infatti, «un faro di giustizia attorno a cui si è creata una vasta mobilitazione civile con diverse petizioni online e oltre 50 mila firme in pochi giorni». Una persona che, per il suo impegno a Gaza, dovrebbe ricevere, secondo i rappresentanti in assemblea capitolina, anche il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Roma.

Da Moni Ovadia a Vauro, la petizione per la giurista italiana

Dopo la notizia delle sanzioni, infatti, la mobilitazione in Italia è proseguita con una petizione on line che ha visto tra i primi firmatari Moni Ovadia, monsignor Giovanni Ricchiuti (presidente di Pax Christi) e poi lo storico Alessandro Barbero, la costituzionalista Alessandra Algostino, lo scrittore Massimo Carlotto, il vignettista Vauro e molti altri. Nel frattempo il deputato europeo sloveno Matja Nemec ha avviato, presso il Parlamento europeo, la procedura di sostegno alla candidatura di Albanese al Premio Nobel per la Pace 2025.

«Nessun passo indietro»

«Il conferimento di tale riconoscimento - scrivono nella mozione i consiglieri capitolini - rafforzerebbe il principio del primato del diritto internazionale, offrendo protezione e legittimazione ai difensori dei diritti umani e speranza alle vittime di gravi ingiustizie». Intanto Albanese, nei giorni scorsi, ha ringraziato tutti coloro che stanno sostenendo il suo lavoro di documentazione delle violazioni dei diritti umani e dei crimini di guerra nei territori palestinesi. Tramite i social è arrivata anche la rassicurazione che andrà avanti: «Non c'è alcun passo indietro nel lavoro per la giustizia e la libertà».

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