
È morto a 61 anni Alessandro Tiberti, storico volto e voce di Rai Sport. La notizia della sua scomparsa, avvenuta oggi 5 gennaio, ha colpito profondamente il mondo del giornalismo sportivo e la Rai, dove Tiberti ha lavorato per oltre trent’anni diventando una presenza familiare e riconoscibile per intere generazioni di telespettatori.
«È per tutta la Rai motivo di profonda tristezza», si legge nella nota diffusa dall’azienda. Un messaggio semplice e sentito, che racconta il vuoto lasciato da un giornalista stimato non solo per le sue capacità professionali, ma anche per il suo spessore umano. La Rai si è stretta con affetto alla famiglia, ricordando Tiberti come un esempio di giornalismo a cui continuare a guardare.
Nato a Roma il 29 maggio 1964, Alessandro Tiberti era diventato giornalista professionista nel 1993. I suoi primi passi li aveva mossi nelle radio della Capitale, dove conduceva trasmissioni dedicate al basket, sport che ha sempre seguito con passione e competenza. Poi l’approdo alla televisione, con le esperienze su Teleroma 56, Videomusic e Persona TV, fondamentali per costruire uno stile diretto e riconoscibile.
L’ingresso in Rai ha segnato l’inizio di una carriera lunga oltre trent’anni. A Rai Sport Tiberti si è occupato di basket, baseball e calcio, raccontando eventi, storie e protagonisti con equilibrio e preparazione. Tra gli incarichi più noti, la conduzione di Domenica Sprint su Rai 2 nella stagione 2009/2010, uno dei programmi simbolo dell’informazione sportiva del servizio pubblico.
Nel ricordarlo, la Rai ha sottolineato come Alessandro Tiberti rappresenti «un esempio di giornalismo al quale continuare a fare riferimento». Un riconoscimento che va oltre i ruoli e le trasmissioni: Tiberti era apprezzato per il suo modo di raccontare lo sport senza clamori inutili, con rispetto e passione autentica.
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