
La Zona 30 nel centro storico di Roma continua a far discutere e dividere. Il provvedimento, entrato in vigore all’inizio del 2026, ha stabilito che la velocità massima consentita alle automobili nell’area della Ztl del centro storico sia di 30 Km/h. Una misura pensata per aumentare la sicurezza stradale, migliorare la qualità dell’aria e rendere più vivibili le strade della capitale.
Negli ultimi giorni, però, il tema è tornato al centro del dibattito pubblico. Alcuni soggetti contrari alla norma stanno infatti valutando ricorsi straordinari al Consiglio di Stato, contestando la scelta adottata dal Campidoglio. Legambiente ha preso posizione a sostegno della misura e ha invitato le istituzioni a difenderla e rafforzarla. L’associazione ambientalista considera la Zona 30 uno strumento fondamentale per migliorare la sicurezza urbana e ridurre l’impatto del traffico automobilistico nel cuore della città.
A difendere con decisione il provvedimento è Roberto Scacchi, responsabile nazionale mobilità di Legambiente.
Secondo Scacchi, la scelta del Campidoglio rappresenta un passo importante verso una mobilità più sostenibile e sicura: «La zona 30 del Centro Storico di Roma, va difesa e sostenuta senza alcun indugio, da tutte le eresie che soggetti contrari potranno immaginare, come quelle che leggiamo in queste ore» commenta Scacchi. Nel suo intervento, il responsabile nazionale mobilità di Legambiente sottolinea come il limite di velocità introdotto nel centro della capitale non sia solo una misura tecnica, ma anche un segnale culturale sul modo di vivere la città e gli spazi urbani.
Secondo Legambiente, però, il provvedimento potrebbe essere ulteriormente rafforzato. L’associazione chiede infatti controlli più stringenti sul rispetto dei limiti di velocità, oltre a una maggiore attenzione nei confronti delle flotte istituzionali: «Il provvedimento del Campidoglio sulla velocità consentita nel cuore della città - afferma Scacchi -, è sacrosanto e va anzi rafforzato, con i controlli adeguati ma anche con l’obbligo di rispetto dei nuovi limiti esteso alle flotte istituzionali, quelle famose auto blu che in questi luoghi sono numerosissime e che vediamo sfrecciare costantemente». Secondo l’associazione, il rispetto delle regole dovrebbe riguardare tutti i veicoli che circolano nel centro storico, comprese le auto di servizio delle istituzioni.
Il modello delle Zone 30 è già diffuso in diverse città europee e italiane. In Italia uno degli esempi più citati è quello di Bologna, dove l’introduzione del limite a 30 Km/h ha avviato un percorso di trasformazione della mobilità urbana.
Anche Roma, secondo Legambiente, dovrebbe proseguire in questa direzione: «Come a Bologna e in un numero sempre crescente di città - spiega Scacchi -, siamo di fronte a una norma che rappresenta la civiltà di un luogo, dove invece di restare chini allo strapotere delle auto, si prova a mettere in sicurezza la persona, aumentando - aggiunge - qualità ambientale e vivibilità».
Il tema centrale resta quello della sicurezza stradale, soprattutto in un contesto urbano complesso come quello romano, caratterizzato da traffico intenso e da una grande presenza di pedoni e turisti nel centro storico.
Nel suo intervento, il responsabile mobilità di Legambiente richiama anche il tema delle vittime della strada nella capitale, sottolineando come la riduzione della velocità sia uno degli strumenti più efficaci per diminuire incidenti e conseguenze gravi.
«Oltre a non vedere che nelle strade romane si va a passo d’uomo per il continuo e costante traffico forsennato, chi si oppone, magari per poter sfrecciare con un Suv lungo via Nazionale, all’ombra del Quirinale o intorno a Piazza del Popolo, fa una indecorosa battaglia di retroguardia e, in qualche modo, calpesta anche la memoria di centinaia e centinaia di persone che, proprio sulle strade di Roma hanno perso la vita - conclude Scacchi -, investite dalla violenza automobilistica».
Tra ricorsi annunciati e sostegno delle associazioni ambientaliste, la misura continua a rappresentare uno dei temi più discussi sul futuro della mobilità nella Capitale. Il confronto sulla Zona 30 nel centro storico di Roma resta aperto.
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