
Venerdì la Capitale darà l’ultimo saluto a Valentino Garavani, lo stilista che ha trasformato l’eleganza in un linguaggio universale e il Made in Italy in un’idea di bellezza riconosciuta ovunque.
I funerali si terranno venerdì 23 gennaio 2025 alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Nei giorni precedenti, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, la camera ardente sarà allestita a PM23, in piazza Mignanelli 23, a pochi passi da quella scalinata di Trinità dei Monti che per decenni è stata il palcoscenico simbolico del suo stile.
Ad annunciare la morte è stata una nota della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, compagno di vita e di visione, custode di un amore che ha protetto e accompagnato lo stilista lungo tutta la sua esistenza creativa.
Il mondo della moda e dello spettacolo ha risposto con un coro di voci commosse. Gwyneth Paltrow ha parlato apertamente di «fine di un’era», ricordando l’uomo dietro il mito: innamorato della bellezza, della famiglia, delle muse, degli amici, dei cani, dei giardini e di una vita che sembrava uscita da una grande storia hollywoodiana. «Lo amavo così tanto – ha scritto – amavo il modo in cui mi assillava sempre dicendomi “almeno un po’ di mascara” quando andavo a cena. Amavo la sua risata maliziosa». «Ci mancherà profondamente», conclude, firmando l’addio con un intimo «Riposa in pace, Vava».
Sarah Jessica Parker ha affidato a Instagram un messaggio essenziale e intenso: «Per il tuo talento straordinario, la tua generosità squisita e il tuo amore per tutto ciò che è bello, siamo tutti più fortunati». A corredo, un’immagine nera attraversata da una scritta in rosso: «Rip Vava». Poche parole, come un sigillo.
Tra gli omaggi più profondi e poetici, quello di Pierpaolo Piccioli, che per 25 anni ha condiviso con Valentino il cuore creativo della maison. Nel suo lungo addio, Piccioli non parla di morte, ma di assenza, di memoria, di un’eredità che continua a vivere: «Posso accettare la tua assenza, ma mai la tua morte». Racconta un luogo fatto di ordine immacolato e leggerezza inattesa, di meraviglia mai svanita. «Per te la bellezza non è mai stata un lusso – scrive – ma una forma di difesa, uno scudo contro il mondo».
Attraverso i ricordi personali – Farah Diba che lascia la Persia, Studio 54, Bianca Jagger a cavallo, le discussioni infinite su Sanremo e sulle scarpe sbagliate sotto un abito in chiffon – emerge il ritratto di un maestro capace di insegnare senza mai imporre. «Mi hai insegnato a non dubitare mai di me», confessa, ricordando anche l’amore assoluto tra Valentino e Giancarlo Giammetti: «L’amore è protezione».
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