
Si è aperta oggi la camera ardente di Valentino Garavani, lo stilista scomparso lunedì 19 gennaio all’età di 93 anni. L’allestimento è stato predisposto nella sede della sua Fondazione, in piazza Mignanelli, luogo simbolico della sua vita e della sua storia creativa.
Le porte resteranno aperte dalle 11 alle 18 sia oggi sia domani, permettendo a cittadini, amici e personalità del mondo della cultura di rendere omaggio a uno dei più grandi protagonisti della moda internazionale.
Sul feretro, una rosa rossa. Un dettaglio essenziale, emblema di quell’eleganza assoluta che Valentino ha saputo trasformare in linguaggio universale. Il famoso “rosso Valentino”, divenuto negli anni un vero marchio di riconoscimento, domina anche nella piazza. Altre rose rosse e fiori sono stati deposti sotto l’installazione al centro di piazza Mignanelli, trasformata per l’occasione in uno spazio di raccoglimento e memoria condivisa.
Tra le persone arrivate per l’ultimo saluto, anche Eleonora Abbagnato, étoile internazionale e oggi direttrice del Teatro dell’Opera di Roma. Un legame profondo univa la ballerina allo stilista, fatto di stima reciproca e di una comune visione dell’arte. «Ero onorata di conoscerlo. La moda è sempre stata legata alla danza, agli artisti, quindi è uno dei grandi che veramente mancherà», ha detto Abbagnato all'entrata della camera ardente.
A rendere omaggio allo stilista era presente anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri che ha sottolineato il legame indissolubile tra lo stilista e la città. «Valentino ha incarnato Roma. La sua bellezza l’ha trasformata in creazioni di alta moda straordinarie, che hanno contribuito a definire nel mondo la nostra idea di eleganza e di gusto», ha detto il primo cittadino. «È stato un grande testimone di Roma. La città gli è grata, ha dato tantissimo, anche attraverso la sua Fondazione e questo spazio espositivo con mostre memorabili».
Valentino Garavani ha sempre considerato la moda come parte di un sistema più ampio, in dialogo costante con la danza, il teatro e le arti visive. «Valentino amava tantissimo la danza e mi ha creato degli abiti veramente meravigliosi, unici», ha ricordato Abbagnato, sottolineando quanto lo stilista fosse attento alla fisicità del movimento e alla forza espressiva del corpo in scena.
Al di là del genio creativo, emerge in queste ore il ritratto di un uomo dotato di una memoria straordinaria e di un’umanità profonda. «Si ricordava tutto, dai miei 19 anni ad oggi. Una testa veramente incredibile», ha raccontato ancora Abbagnato. E poi l’aspetto forse più intimo: «Una sua grande qualità? L’affetto, ti faceva sentire come una famiglia».
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