Roma, 12 marzo 2026
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Turisti, traffico e fretta: ecco perchè Roma è al quinto posto nella classifica delle città più maleducate d'Italia

Uno studio su oltre 1.500 residenti nelle principali città italiane fotografa le cattive abitudini urbane. Roma non è sul podio, ma emerge un dato significativo: secondo molti cittadini, i romani sono spesso più scortesi dei visitatori

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 2 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'
Turisti, traffico e fretta: ecco perchè Roma è al quinto posto nella classifica delle città più maleducate d'Italia

L'uso del telefono negli spazi pubblici, la scarsa cortesia nel traffico e la poca attenzione verso i pedoni. Sono comportamenti sempre più comuni nelle città italiane e spesso collegati ai ritmi accelerati della vita urbana, e soprattutto sono i motivi per cui Roma è tra le 5 città considerate più maleducate d'Italia.

Infatti è da queste abitudini quotidiane che parte uno studio realizzato dalla piattaforma di apprendimento linguistico Preply, che ha intervistato 1.558 residenti nelle 19 principali città italiane per capire dove le cattive maniere siano più diffuse.

L’indagine, condotta con il supporto della società di ricerca Censuswide, ha analizzato dodici comportamenti considerati maleducati nella vita pubblica, chiedendo ai partecipanti quanto frequentemente li osservino nella propria città. Da queste risposte è stato calcolato un punteggio medio di maleducazione su una scala da uno a dieci.

Roma nella top five della maleducazione urbana

Nel quadro nazionale Roma si colloca al quinto posto tra le città più maleducate d’Italia, con un livello di scortesia superiore alla media complessiva registrata nello studio, pari a 6,10 punti su 10.

Il dato riflette in parte la natura stessa della Capitale. Roma è una metropoli densamente vissuta, dove ogni giorno si incrociano residenti, pendolari, studenti e milioni di turisti. Tra traffico, mezzi pubblici affollati e tempi di spostamento lunghi, la pazienza dei cittadini viene spesso messa alla prova.

In un contesto del genere, comportamenti come non lasciare passare nel traffico, non rallentare vicino ai pedoni o ignorare le persone intorno a sé diventano più frequenti e finiscono per essere percepiti come parte della quotidianità urbana.

Il dato curioso: romani più maleducati dei visitatori

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca riguarda proprio la percezione dei cittadini. Roma è tra le poche città italiane in cui gli intervistati ritengono che gli abitanti locali siano più maleducati dei forestieri.

La Capitale condivide questa caratteristica con altre città come Bari, Taranto, Catania e Palermo. In molte altre realtà urbane italiane, invece, la responsabilità dei comportamenti scortesi viene attribuita soprattutto a chi arriva da fuori, come turisti, studenti o lavoratori temporanei.

Secondo i ricercatori, questo risultato potrebbe essere legato alla pressione quotidiana della vita nelle grandi città, dove alcune abitudini considerate scortesi altrove vengono percepite quasi come strategie per muoversi nella complessità metropolitana.

Venezia in testa, Padova la più educata

Se Roma si colloca nella parte alta della classifica, il primato negativo di città più maleducata d’Italia spetta a Venezia, seguita da Catania e Parma.

Il caso veneziano è spesso collegato alla pressione turistica: il centro storico ospita meno di 60 mila residenti ma accoglie quasi 13 milioni di visitatori ogni anno, una concentrazione che favorisce comportamenti come saltare la fila o invadere lo spazio personale degli altri.

All’estremo opposto della classifica si trovano invece Padova, Firenze, Modena e Verona, città considerate le più educate d’Italia secondo i partecipanti allo studio.

Italiani maleducati? I dati raccontano altro

Nonostante alcune differenze tra città, l’indagine restituisce un quadro complessivamente meno negativo di quanto si potrebbe pensare. Il punteggio medio nazionale di maleducazione si ferma a 6,10, segno che le cattive abitudini esistono ma non dominano completamente la vita pubblica.

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