
(Foto: Elena Uve via Canva.com)
Venticinque appuntamenti fino a novembre per aiutare le persone anziane a riconoscere e prevenire truffe e tentativi di raggiro. Torna a Roma il progetto “Stavolta non ci casco – Le truffe non vanno in vacanza”, promosso dall’assessorato alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale e dalle Acli di Roma e provincia, in collaborazione con la Polizia di Stato.
L’iniziativa è rivolta in particolare agli anziani, spesso presi di mira attraverso telefonate, messaggi, visite a domicilio e richieste di dati personali o denaro costruite facendo leva sulla paura e sugli affetti familiari.
Il programma, avviato alla fine di luglio, proseguirà fino a novembre e comprenderà complessivamente 25 appuntamenti.
Diciassette incontri si svolgeranno nelle farmacie del circuito Farmacap. Durante le iniziative saranno forniti consigli pratici e distribuito materiale informativo, compresa la versione aggiornata del manuale antitruffa.
Gli altri otto appuntamenti saranno organizzati in luoghi di ritrovo e aggregazione, tra cui centri anziani e Punti Blu sul litorale. Ad alcuni incontri parteciperanno anche rappresentanti della Polizia di Stato.
Durante i corsi saranno illustrate le tecniche utilizzate più frequentemente dai truffatori per conquistare la fiducia delle vittime.
Tra gli espedienti più comuni figurano le false comunicazioni di banche, Poste italiane o Agenzia delle Entrate, le richieste di codici e dati riservati e le telefonate nelle quali vengono raccontate presunte emergenze che coinvolgerebbero figli, nipoti o altri familiari.
Gli organizzatori ricordano che banche, uffici postali ed enti pubblici non chiedono credenziali, password o informazioni riservate attraverso telefonate o messaggi di posta elettronica.
Anche gli interventi delle aziende che gestiscono acqua, luce e gas vengono generalmente annunciati in anticipo attraverso avvisi condominiali nei quali sono indicati il giorno e l’orario della visita.
Agli anziani verrà consigliato di non aprire la porta a sconosciuti, non consegnare denaro o oggetti preziosi e non fornire telefonicamente codici, password o dati bancari.
In presenza di richieste sospette è opportuno interrompere la conversazione, contattare direttamente il familiare o l’ente citato e chiedere aiuto alle forze dell’ordine.
I partecipanti saranno inoltre invitati a condividere le informazioni apprese con parenti, amici e vicini di casa, in modo da raggiungere anche chi non potrà prendere parte agli incontri.
«Ascoltando le storie di chi partecipa alle nostre attività, capiamo che tutti siamo esposti, in un modo o nell’altro, a tentativi di truffa o raggiro», ha dichiarato Lidia Borzì, vicepresidente delegata delle Acli di Roma e provincia.
Secondo Borzì, disporre degli strumenti necessari per riconoscere e affrontare queste situazioni è essenziale per evitare le conseguenze economiche e psicologiche provocate da una truffa.
Il progetto assume un valore particolare durante l’estate, quando molte persone anziane rimangono sole in città e possono trovarsi in una condizione di maggiore vulnerabilità.
«Il percorso non solo aumenta la sicurezza, ma contrasta la solitudine», ha sottolineato Borzì.
«La cronaca continua a darci notizie di truffe ai danni degli anziani», ha dichiarato Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali e alla Salute di Roma Capitale.
L’amministrazione ha quindi deciso di riproporre una campagna informativa ormai consolidata, con l’obiettivo di proteggere le persone più fragili e sole e di sostenerle anche dopo un eventuale raggiro.
Funari ha richiamato l’attenzione sul disagio e sul senso di colpa che possono colpire le vittime per non essere riuscite a riconoscere i malintenzionati.
I truffatori, ha ricordato l’assessora, agiscono spesso sulla sfera emotiva, prospettando difficoltà o pericoli che riguarderebbero le persone care. Gli episodi più recenti hanno coinvolto anche anziani con disabilità fisiche, aumentando la necessità di interventi di prevenzione e assistenza.
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