
Cinque fori di proiettile sono stati rinvenuti nella mattinata di mercoledì 7 gennaio sulla sede della Cgil di Primavalle, nel quadrante nord di Roma. La scoperta è avvenuta alla riapertura degli uffici: un foro per ciascuna delle vetrate e delle serrande dell’edificio. Secondo quanto riferito dal sindacato, il gesto avrebbe colpito esclusivamente la sede della Cgil, senza coinvolgere altri locali limitrofi.
La Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil Roma Nord Civitavecchia Viterbo hanno immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e sporto denuncia, dichiarandosi a completa disposizione degli inquirenti per individuare i responsabili. Al momento non risultano rivendicazioni.
«Quanto accaduto ci preoccupa fortemente», scrive il sindacato in una nota, collegando l’episodio a un più generale clima di ostilità e delegittimazione nei confronti dell’organizzazione sindacale. Nonostante l’accaduto, la Cgil ribadisce la volontà di continuare a presidiare il territorio e a dare risposte alle persone che si rivolgono quotidianamente alle sue sedi.
«Al di là della matrice del gesto, che sarà accertata nelle sedi opportune, la Cgil nel quartiere di Primavalle costituisce un presidio di legalità e democrazia», sottolinea ancora il sindacato, assicurando che non si lascerà intimidire da quello che definisce un gravissimo atto e chiedendo che venga fatta chiarezza nel più breve tempo possibile.
Sull’episodio è intervenuto anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha parlato di «un fatto gravissimo e inquietante». «I colpi di arma da fuoco esplosi contro la sede della Cgil a Primavalle – ha dichiarato – rappresentano una vile intimidazione. Colpire un’organizzazione sindacale significa colpire uno dei presìdi fondamentali della vita democratica e civile di Roma».
Il primo cittadino ha espresso la propria solidarietà al segretario nazionale Maurizio Landini e al segretario romano Natale Di Cola, ribadendo che Roma «ripudia ogni forma di violenza politica», sia contro sedi di partito, sindacati o associazioni, sia contro singoli militanti. «La libertà di espressione e il confronto civile – ha concluso Gualtieri – sono gli unici strumenti della convivenza democratica: la violenza non è mai un’opzione».
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