
La facciata della nuova palazzina appena inaugurata in via Carlo Betocchi (La Capitale)
Sono state consegnate questa mattina a Tor Vergata le chiavi di 42 nuovi alloggi ATER destinati alle famiglie in graduatoria.
Il nuovo edificio residenziale di via Carlo Betocchi è stato inaugurato alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, del commissario straordinario di ATER Roma Orazio Campo e dell'assessore alle Politiche abitative e Case popolari, Pasquale Ciacciarelli.
La palazzina fa parte di un complesso composto da quattro edifici: i primi tre erano stati realizzati nei primi anni Duemila, mentre l’ultimo era rimasto incompiuto per anni a causa della mancanza di fondi. Ora, grazie a un rifinanziamento della Regione Lazio da 5,7 milioni di euro, Ater Roma ha completato l’opera e reso disponibili i nuovi appartamenti.
Al termine della visita, Rocca ha consegnato le chiavi a un primo nucleo familiare assegnatario. Nel corso della giornata sono poi stati consegnati tutti gli alloggi ai rispettivi beneficiari.
L’edificio è stato progettato secondo criteri di efficienza energetica. I 42 appartamenti, di diverse metrature e tipologie, sono dotati di sistemi di climatizzazione invernale ed estiva a pompa di calore e di infissi a taglio termico, pensati per garantire un elevato isolamento.
Nel corso della mattinata l’assessore Ciacciarelli ha ricordato che il completamento dell’ultimo edificio del Piano di Zona D/Ter è stato reso possibile grazie a uno stanziamento regionale di 5 milioni di euro e a 700 mila euro di risorse proprie di ATER Roma.
L’assessore ha inquadrato l’intervento in una programmazione più ampia, richiamando sia l’accordo di programma con il Ministero delle Infrastrutture da 54 milioni di euro, sia la nuova programmazione del fondo FESR da 123 milioni di euro.
Durante il punto stampa sulla terrazza della residenza, Francesco Rocca ha allargato il quadro degli interventi portati avanti dalla Regione. Quello di Tor Vergata, ha spiegato, è solo «uno spicchio di un impegno» più ampio che sta interessando diversi quadranti della città.
Rocca ha rivendicato il recupero di oltre 500 alloggi prima occupati, i cantieri in via di completamento, i 30 milioni di euro per il Quarticciolo e i 10 milioni per Tor Sapienza. Ma soprattutto ha insistito sul contesto generale:
«Il bisogno è tanto, io di questo ne sono consapevole, però tutte le risorse che noi abbiamo le stiamo mettendo in campo per dare una risposta a una vera e propria emergenza che noi stiamo vivendo non solo in Regione, ma a livello nazionale».
Da qui il passaggio più netto sul fronte normativo. Rocca ha parlato di «normative abbastanza vetuste» e ha aggiunto: «Abbiamo trovato oltre 800 inquilini delle case Ater che hanno redditi di sopra i 100 mila euro». Una situazione che, nelle sue parole, sottrae alloggi a chi si trova davvero in condizioni di fragilità.
Il punto, ha spiegato, è che oggi gli strumenti per intervenire sono deboli o troppo lenti. «Va risolto il nodo contrattuale», ha detto, ricordando che molte assegnazioni del passato sono nate «senza un vero e proprio contratto» e che proprio su questo, insieme a Campo, è in corso un lavoro che ora chiama in causa anche il Consiglio regionale.
Intervenuto anche sul tema di quelle che ha definito delle «alienazioni», il presidente ha parlato apertamente di scelte che, a suo giudizio, hanno prodotto effetti distorsivi.
«Abbiamo trovato immobili venduti alla Garbatella qualche anno fa a poche decine di migliaia di euro e poi venduti sul mercato a un milione o un milione e duecentomila euro. A San Saba non ne parliamo», ha poi aggiunto.
La visione di Rocca sotto questo punto di vista è chiara: «Sono sfregi che adesso stiamo cercando di scongiurare con una nuova politica abitativa» che, in collaborazione con il commissario Campo, dovrebbe portare a processi di assegnazione e restituzione più chiari e diretti.
Sul calendario delle prossime consegne a Roma, Orazio Campo ha mantenuto un profilo prudente, ma non ha escluso nuovi sviluppi a breve.
Durante il punto stampa ha chiarito di non voler fare annunci generici: «Abbiamo diversi interventi, però preferirei invece che con le annunciazioni dimostrarlo coi fatti».
Subito dopo, quindi, ha lasciato intendere che il percorso è già tracciato: «Questo è il primo, però abbiamo almeno 3-4 situazioni che nel breve e medio termine ci consentiranno di innescare un processo di consegna di immobili abbastanza congruo. Entro un paio d’anni - ha aggiunto - consegneremo un centinaio di appartamenti».
Anche Campo si è soffermato sul tema della vendita del patrimonio immobiliare, con una posizione netta:
«Personalmente sono contrario alle vendite perché depauperare il patrimonio nel lungo termine porterà a dei problemi sotto tutti i punti di vista», ha commentato, pur riconoscendo che la situazione economica attuale di ATER impone in alcuni casi scelte obbligate.
Il commissario ha però distinto i piani. Quando la vendita riguarda inquilini in condizioni di difficoltà e consente loro di acquistare la casa a costi sostenibili, per Campo si tratta di un esito che può anche avere una valenza positiva. Diverso, invece, il giudizio sulle dismissioni senza criterio: «Alle vendite indiscriminate sono assolutamente contrario».
Ha quindi aggiunto di aver già introdotto una correzione regolamentare: «Ho anche posto un po’ fine modificando il regolamento che non consente più di vendere alcuni asset importanti nelle zone di pregio».
Nella parte finale del punto stampa, il confronto si è spostato su un altro tema: il rapporto tra assegnazione delle case e qualità della vita in quartieri ancora carenti sul piano dei servizi e dei collegamenti.
Rocca ha riconosciuto il problema, ma ha anche rivendicato la logica con cui si interviene in aree di espansione urbana. «Queste sono zone in cui la programmazione è in espansione», ha affermato, aggiungendo di augurarsi che Roma Capitale metta mano al miglioramento dei servizi.
Poi il passaggio più diretto sul ruolo del Comune: «Noi abbiamo consegnato altri 42 alloggi, il Comune ha il dovere di allargare e potenziare i servizi locali, il trasporto pubblico locale, tutto quello che serve perché i cittadini siano serviti».
Infine ha riportato il discorso sulla qualità concreta dell’intervento consegnato a Tor Vergata, rivendicando il livello tecnico delle abitazioni e prendendo le distanze da un modello di edilizia popolare anonimo e degradato. «Qua siamo in una dimensione condominiale», ha osservato, contrapponendola a quelle «abitazioni grigie anonime che sono il contrario della civiltà».
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