
Dalle città bombardate dell'Ucraina ai villaggi dell'Afghanistan, dalle ferite ancora aperte dell'Iraq alle conseguenze della crisi climatica in Africa. Sono i luoghi in cui la sopravvivenza dipende spesso da un confine invisibile, quello che separa chi riceve aiuto da chi rischia di essere dimenticato. A raccontarli sono gli scatti di Alessio Romenzi e Christian Tasso, protagonisti della mostra fotografica The Thin Line, già aperta al Museo di Roma in Trastevere, dove resterà visitabile fino al 21 febbraio 2027.
L'esposizione, organizzata dall'organizzazione umanitaria Intersos, raccoglie cinque anni di reportage realizzati dai due fotografi al fianco degli operatori impegnati nelle principali emergenze internazionali. Un viaggio attraverso sei Paesi, Libano, Iraq, Ucraina, Afghanistan, Nigeria e Ciad, che restituisce un volto alle conseguenze delle guerre, della povertà e delle trasformazioni climatiche.
Non soltanto una documentazione dei conflitti, ma un racconto che mette al centro le persone, le loro storie e la capacità di resistere anche nelle condizioni più difficili.
Il percorso espositivo attraversa alcune delle aree più fragili del pianeta, seguendo le conseguenze delle crisi sulla vita quotidiana delle popolazioni civili.
In Libano, le fotografie raccontano la marginalizzazione sociale provocata dalla grave crisi economica e le conseguenze dei bombardamenti israeliani. In Iraq, gli obiettivi si soffermano sulle ferite lasciate dal conflitto con l'Isis, mentre in Ucraina documentano la quotidianità delle persone sfollate che continuano a vivere a ridosso del fronte.
Particolarmente drammatico il racconto dell'Afghanistan, dove il ritorno dei Talebani ha aggravato l'emergenza umanitaria e sanitaria, con conseguenze soprattutto per donne e bambini.
Il viaggio prosegue nell'Africa subsahariana, tra Nigeria e Ciad, nei territori del bacino del Lago Ciad. Qui le conseguenze del cambiamento climatico si intrecciano con quelle di un conflitto che da oltre dieci anni coinvolge gruppi armati locali, aggravando le condizioni di vita di intere comunità.
Le immagini di Romenzi e Tasso scelgono uno sguardo ravvicinato, lontano dalla rappresentazione impersonale delle emergenze. Al centro non ci sono soltanto le distruzioni, ma soprattutto gli esseri umani che le attraversano.
Il titolo The Thin Line, letteralmente la linea sottile, richiama il confine invisibile che definisce lo spazio dell'azione umanitaria. Una separazione che, nelle situazioni più estreme, può determinare la differenza tra sopravvivere e soccombere, trovare un rifugio o rimanere esposti alla violenza.
Ma quella linea rappresenta anche una scelta collettiva: il passaggio dall'indifferenza all'azione, dall'abbandono alla solidarietà.
È attorno a questo confine che si sviluppa il lavoro quotidiano degli operatori umanitari, fondato sui principi di umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità.
A sottolineare la difficoltà del momento è Kostas Moschochoritis, direttore generale di Intersos:
«Il sistema umanitario si trova di fronte a un attacco senza precedenti, stretto tra violazioni del Diritto Umanitario Internazionale con impunità agghiacciante, crescenti restrizioni operazionali e tagli alle risorse finanziarie. A pagarne le conseguenze sono i civili indifesi e le persone più vulnerabili».
E aggiunge:
«Il nostro augurio è che questa mostra porti i visitatori a riflettere sulle motivazioni profonde del nostro lavoro e sui valori che ci uniscono come essere umani».
All'interno della mostra trova spazio anche un focus dedicato all'Afghanistan, realizzato attraverso le testimonianze e le immagini raccolte per Intersos dal fotografo Hasib Hazinyar.
L'approfondimento documenta la crisi umanitaria nel Paese e gli interventi realizzati grazie al sostegno dell'Unione Europea. Ad accompagnare il materiale fotografico è un'infografica dell'artista e designer Federica Fragapane, che contribuisce a raccontare la complessità dell'emergenza attraverso il linguaggio della visualizzazione dei dati.
I due autori arrivano a The Thin Line attraverso percorsi differenti, accomunati dall'attenzione per le persone e per le conseguenze sociali dei grandi eventi contemporanei.
Alessio Romenzi documenta da oltre quindici anni guerre e crisi umanitarie. Dopo aver seguito le Primavere Arabe e i conflitti in Medio Oriente per importanti testate internazionali, ha esteso il proprio lavoro al Nord Africa e all'Europa orientale, raccontando anche la guerra in Ucraina. Nella sua fotografia, l'esperienza dei civili diventa il punto di partenza per comprendere la violenza dei conflitti.
Christian Tasso, fotografo e artista visivo, porta avanti da oltre vent'anni una ricerca che unisce fotografia documentaria, pratiche partecipative e attenzione alla dimensione poetica della realtà. Ha lavorato in più di trenta Paesi, occupandosi di disabilità, migrazioni, trasformazioni sociali e rapporti tra essere umano e ambiente. Le sue opere sono state presentate anche nelle sedi delle Nazioni Unite a Ginevra e New York.
Due linguaggi che, attraverso la mostra, convergono in un'unica riflessione: la fotografia non come semplice testimonianza della sofferenza, ma come strumento per rendere visibili esistenze che rischiano di rimanere ai margini dell'attenzione pubblica.
La mostra The Thin Line è visitabile fino al 21 febbraio 2027 al Museo di Roma in Trastevere, in piazza Sant'Egidio 1/b.
L'esposizione è promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e organizzata da Intersos. I servizi museali sono curati da Zètema Progetto Cultura.
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