Roma, 13 gennaio 2026
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Tevere balneabile, avviata la fase operativa. Alfonsi: «Esperti al lavoro per definire una strategia»

Quattro gruppi di lavoro per la rigenerazione ambientale del fiume e il monitoraggio delle acque

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 4 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

(Foto di archivio di Camilla Palladino)

Entra nel vivo il percorso verso la riqualificazione ambientale del Tevere e la possibile balneabilità del fiume. Nella mattinata di martedì 13 gennaio si è infatti avviata la fase operativa del lavoro coordinato dal tavolo tecnico-scientifico, riunitosi dopo l’incontro istitutivo dello scorso 6 novembre, alla presenza dell’assessora capitolina all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi.

Il tavolo è coordinato da Agostina Chiavola, professoressa di Ingegneria sanitaria ambientale alla Sapienza, e coinvolge istituzioni, università ed enti di ricerca chiamati a lavorare in modo integrato su più livelli di analisi.

Raccolta dati e progettazioni già avviate

Il primo gruppo tecnico, coordinato da Campidoglio e Città Metropolitana, ha il compito di raccogliere e sistematizzare i dati relativi alle azioni già realizzate e alle progettazioni in corso o finanziate che interessano il Tevere e l’Aniene, considerato un affluente strategico per il processo di risanamento complessivo del bacino fluviale. L’obiettivo è valutare l’impatto degli interventi già messi in campo in relazione alla qualità delle acque.

Contaminanti e tutela della salute

Il secondo tavolo di lavoro è seguito dall’Istituto superiore di sanità e dall’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio (Arpa Lazio). Questo gruppo si occuperà di individuare e monitorare i contaminanti potenzialmente dannosi per la salute umana, includendo anche sostanze non espressamente previste dalla normativa vigente sulla balneazione.

Idrologia e scarichi nel Tevere e nell’Aniene

Gli altri due gruppi tecnici affronteranno aspetti strutturali fondamentali per il risanamento del fiume. Uno, coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, si concentrerà sulla definizione delle caratteristiche idrologiche del Tevere. L’ultimo, gestito dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, avrà invece il compito di effettuare il censimento degli scarichi, sia autorizzati sia abusivi, presenti nel Tevere e nell’Aniene.

Un percorso scientifico condiviso

Tutte le autorità scientifiche coinvolte lavoreranno in parallelo, attraverso la redazione di rapporti intermedi sullo stato di avanzamento e la preparazione di documenti destinati alla presentazione pubblica delle attività svolte, in un’ottica di trasparenza e condivisione con i cittadini.

«Il lavoro per il risanamento del Tevere – ha dichiarato Alfonsi – entra in una fase fondamentale. I gruppi scientifici definiranno una strategia finalizzata alla rigenerazione ambientale ed ecosistemica del fiume e alla valutazione della balneabilità, come conseguenza naturale del processo di riqualificazione».

Alfonsi ha infine ricordato come l’amministrazione abbia già avviato un percorso di valorizzazione del rapporto tra il fiume e la città attraverso il Masterplan del Parco Lineare Fluviale e la realizzazione di cinque nuovi parchi fluviali, a cui ora si affianca un lavoro scientifico condiviso tra istituzioni, università, enti di ricerca e cittadini per migliorare la qualità delle acque e ricostruire l’ecosistema fluviale.

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