
I tassisti di Roma si fermeranno il prossimo 27 giugno per protestare contro quello che le principali sigle sindacali del settore definiscono un crescente fenomeno di abusivismo nel trasporto pubblico non di linea. L'annuncio è contenuto in una nota congiunta diffusa da Filt Cgil Taxi, Fit Cisl Taxi, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Uritaxi, Fast Confsal Taxi, Cna Taxi, Claai Atapl, Unione Tassisti d'Italia, Agci Taxi, Confcooperative Trasporto Persone Roma, Consultaxi, Sul Taxi, Atitaxi e Associazione Tutela Legale Taxi.
Secondo le organizzazioni sindacali, la protesta nasce dalla mancanza di interventi ritenuti efficaci contro le attività irregolari nel settore del trasporto pubblico non di linea.
In una nota, i sindacati affermano che «i conducenti delle auto bianche fermeranno le proprie vetture il prossimo 27 giugno, per protestare contro le dilaganti forme di abusivismo che oramai da troppo tempo avanzano nel comparto del trasporto pubblico non di linea, nel sostanziale disinteresse dell'amministrazione capitolina».
Nel documento vengono chiamati in causa Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, e Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità del Comune di Roma, indicati dai sindacati come interlocutori istituzionali delle richieste avanzate dalla categoria negli ultimi anni.
Le sigle sostengono che «oramai da più di quattro anni attendiamo dal sindaco Gualtieri e dall'assessore alla Mobilità Patanè misure concrete per contrastare un fenomeno che altera la concorrenza e danneggia utenti ed operatori regolari. Ad oggi purtroppo, nulla di quanto dovuto e promesso è stato fatto».
Secondo i rappresentanti dei tassisti, i controlli sul territorio sarebbero insufficienti e il fenomeno coinvolgerebbe veicoli che operano stabilmente nell'area romana pur disponendo di autorizzazioni rilasciate da altri Comuni italiani.
Tra gli aspetti evidenziati nella nota figurano la presenza di berline e van che, secondo i sindacati, sosterebbero davanti agli hotel e lungo le strade cittadine come se fossero taxi, oltre alla diffusione di servizi di trasporto effettuati con golf cart e altri mezzi elettrici nel centro storico.
Le organizzazioni chiedono inoltre il rafforzamento del Gruppo Pronto Intervento Traffico della Polizia locale, con un aumento del personale dedicato ai controlli su strada e al contrasto dell'abusivismo.
Nel comunicato vengono citate anche le stazioni ferroviarie di Roma Termini e Roma Tiburtina, dove i sindacati denunciano il permanere di situazioni di degrado e irregolarità, nonostante gli impegni assunti dall'amministrazione per l'istituzione di presidi fissi della Polizia locale.
Le critiche si estendono anche all'aeroporto di Fiumicino. Secondo le sigle sindacali, nello scalo romano sarebbero tornati ad operare procacciatori abusivi che intercetterebbero passeggeri e turisti approfittando di una riduzione dei controlli.
Nella nota viene inoltre segnalato il mancato sviluppo del servizio «Chiama Taxi 060609», indicato come uno strumento utile per facilitare l'accesso ai taxi da parte degli utenti.
I sindacati contestano anche l'adeguamento tariffario recentemente introdotto, definendolo insufficiente rispetto all'aumento dei costi sostenuti dagli operatori, in particolare quelli legati al carburante.
Le organizzazioni firmatarie collegano le proprie richieste anche all'aumento delle licenze taxi rilasciate negli ultimi anni nella Capitale. Secondo i rappresentanti della categoria, l'assessore Patanè dovrebbe intervenire rapidamente per contrastare le irregolarità presenti nel settore.
Nella parte finale del comunicato, i sindacati avvertono che la mobilitazione del 27 giugno potrebbe non essere un episodio isolato. Secondo quanto dichiarato, in assenza di risposte concrete da parte dell'amministrazione, lo sciopero potrebbe rappresentare «solo il primo di una serie di fermi» promossi dai lavoratori del servizio taxi.
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