
Fumata nera per Spin Time. Il confronto in prefettura non ha portato all’accordo sperato per consentire il rientro, almeno parziale, delle circa 400 persone evacuate dall’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme dopo l’incendio della scorsa settimana. Investire Sgr, società che gestisce l’edificio per conto del Fondo Immobili Pubblici, ha infatti respinto la proposta avanzata da Roma Capitale per una soluzione transitoria in attesa dell’eventuale acquisto del palazzo.
Il Campidoglio dovrà quindi concentrarsi sulla ricerca di sistemazioni alternative per gli sfollati. Per le famiglie che ne hanno diritto, le prime assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica potrebbero partire entro circa 60 giorni e concludersi, secondo quanto annunciato dal Comune, nell’arco di sei mesi.
Nel frattempo la comunità di Spin Time non intende interrompere la mobilitazione. Alle 17 di oggi, venerdì 7 agosto, è prevista un’assemblea pubblica cittadina davanti al palazzo.
La soluzione presentata dal Campidoglio prevedeva una fase transitoria della durata di 60-90 giorni. Roma Capitale avrebbe preso immediatamente possesso dell’immobile per realizzare gli interventi necessari alla messa in sicurezza, con l’obiettivo di consentire il rientro emergenziale di circa 120 persone.
Parallelamente sarebbe proseguito l'iter per l'acquisto dello stabile, destinato necessariamente a richiedere tempi più lunghi.
Secondo le valutazioni tecniche del Comune, non sarebbero emerse criticità strutturali tali da impedire gli interventi e sarebbero stati necessari circa 800 mila euro per una prima messa in sicurezza, somma che l’amministrazione capitolina si era detta disponibile a sostenere.
La proposta, sostiene Palazzo Senatorio, avrebbe inoltre garantito alla proprietà un esonero dalle responsabilità giuridiche durante la fase transitoria. Investire Sgr ha però dato risposta negativa.
A comunicare l’esito della trattativa agli attivisti è stato il sindaco Roberto Gualtieri, che ieri sera ha incontrato una delegazione di Spin Time in Campidoglio.
«Ci è stato detto un no irrevocabile, sono molto amareggiato», ha dichiarato successivamente il sindaco durante la trasmissione In Onda su La7.
Secondo Gualtieri, la proprietà avrebbe motivato il rifiuto indicando alcune fragilità giuridiche della proposta, contestate però dall’amministrazione.
Il sindaco ha sottolineato che Investire continua a dichiararsi disponibile alla vendita dell’immobile, ma soltanto attraverso la procedura ordinaria. Una strada che, secondo il Campidoglio, non consentirebbe di risolvere in tempi brevi l’emergenza abitativa.
Di segno opposto la posizione della proprietà. Investire Sgr sostiene che, dopo il sopralluogo effettuato il 5 agosto e le verifiche condotte insieme ai propri consulenti tecnici e legali, non esistano le condizioni giuridiche e di sicurezza necessarie per consentire l'utilizzo dell'edificio, anche temporaneamente.
La società ricorda inoltre di non operare con capitali propri, ma di gestire il patrimonio del Fondo Immobili Pubblici per conto di soggetti terzi, tra cui prevalentemente enti previdenziali e compagnie assicurative.
Per Investire, una soluzione che prevedesse la consegna dell'immobile al Comune prima della cessione esporrebbe la società e i suoi amministratori a «rilevanti responsabilità civili e penali».
A pesare sarebbero anche le condizioni dello stabile dopo circa tredici anni di occupazione e l'incendio che ha portato all'evacuazione. L'immobile è inoltre attualmente sottoposto a sequestro da parte dell'autorità giudiziaria.
La società ribadisce comunque la disponibilità a proseguire il confronto con Roma Capitale per arrivare alla vendita, una volta completati i necessari passaggi amministrativi, e ha annunciato di aver stanziato risorse economiche per contribuire alle sistemazioni temporanee delle persone più fragili.
Con l'ipotesi del rientro temporaneo tramontata, il Campidoglio ha avviato la ricerca di soluzioni alternative per le persone evacuate.
Le sistemazioni temporanee individuate si trovano sia nel territorio del Municipio sia in altre zone della città. L'amministrazione ha assicurato che saranno garantiti i servizi necessari, compreso il trasporto scolastico nei casi in cui lo spostamento renda necessario organizzarlo.
Particolare attenzione sarà riservata ai nuclei familiari e alle persone in condizioni di maggiore fragilità.
Secondo quanto spiegato da Gualtieri, le famiglie coinvolte risultano negli elenchi degli aventi diritto all'edilizia residenziale pubblica. Per chi possiede già i requisiti necessari, le prime assegnazioni potrebbero partire entro circa due mesi, mentre il percorso dovrebbe completarsi entro sei mesi.
Il Comune ha inoltre confermato l'intenzione di trovare uno spazio che permetta di salvaguardare e proseguire l'esperienza sociale e culturale di Spin Time Labs.
Intanto davanti al palazzo continuano le attività della comunità. Gli attivisti hanno convocato per le 17 di oggi un'assemblea pubblica cittadina, dopo la chiusura negativa del confronto sulla soluzione ponte.
«Il tempo di Spin Time non è finito. Roma è con noi», si legge nella nota diffusa dalla comunità.
Gli occupanti rivendicano come risultato del confronto con il Comune l'impegno a garantire una soluzione abitativa alle oltre 130 famiglie che vivevano nello stabile e annunciano che la mobilitazione proseguirà anche sul futuro dell'edificio.
«Da oggi lotteremo per restituire alla città il palazzo che viviamo e animiamo da 13 anni», affermano gli attivisti.
Il rientro nell'immobile, almeno per ora, resta escluso. La partita si sposta quindi su due fronti: da una parte la gestione dell'emergenza abitativa delle centinaia di persone evacuate, dall'altra il possibile acquisto dello stabile da parte di Roma Capitale e il futuro dell'esperienza di Spin Time.
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