Roma, 9 gennaio 2026
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Taxi, il 13 gennaio scatta lo sciopero nazionale

I tassisti tornano in piazza a Roma contro abusivismo e piattaforme digitali

di Redazione La CapitaleULTIMO AGGIORNAMENTO 22 ore fa - TEMPO DI LETTURA 2'

Martedì prossimo, 13 gennaio, i tassisti incroceranno le braccia e scenderanno in piazza a Roma per una giornata di sciopero e mobilitazione nazionale. Alla base della protesta, spiegano le sigle promotrici, c’è la mancata conclusione dell’iter legislativo per contrastare l’abusivismo nel trasporto pubblico locale non di linea e l’assenza di interventi concreti da parte del governo e dei ministeri competenti.

Secondo i tassisti, mentre le istituzioni restano immobili, le multinazionali delle piattaforme digitali continuano a espandersi, «cannibalizzando il servizio pubblico taxi», comprimendo i diritti dei lavoratori e mettendo a rischio anche la sicurezza dell’utenza attraverso sistemi algoritmici non regolamentati.

«Non c’è più tempo»

I promotori parlano di una situazione ormai insostenibile. Da anni, sostengono, l’inerzia delle istituzioni consente alle piattaforme multinazionali di accrescere i propri profitti, spesso in regimi fiscali agevolati, a discapito di chi lavora ogni giorno sulle strade. Per questo la protesta viene definita «indispensabile»: se non arriveranno risposte concrete, annunciano, altre giornate di sciopero seguiranno.

Le richieste al governo

Al centro della mobilitazione ci sono richieste precise. In primo luogo, la conclusione dell’iter legislativo della legge 12/2019, che secondo i tassisti non può più subire rinvii. Viene poi sollecitata l’emanazione del decreto sulle piattaforme tecnologiche, che la presidenza del Consiglio dovrebbe adottare per intervenire sullo «strapotere algoritmico» delle multinazionali, come previsto dalla normativa vigente.

Un altro punto chiave riguarda la difesa del servizio pubblico taxi, inteso come servizio da piazza a tariffa amministrata, che – denunciano le organizzazioni – deve essere tutelato da ogni meccanismo speculativo che genera profitti lontano dal territorio e dai lavoratori.

Il nodo degli Ncc e delle licenze

La protesta chiede anche un contrasto concreto a tutte le forme irregolari di utilizzo delle autorizzazioni Ncc. «Dietro ogni licenza – sottolineano i tassisti – c’è una famiglia, non fondi di investimento o interessi della Silicon Valley». Da qui l’appello a difendere lavoro, dignità e futuro della categoria, ribadendo la contrarietà a un modello che, secondo i promotori, trasformerebbe i conducenti in manodopera senza tutele.

Il programma della giornata a Roma

La giornata del 13 gennaio si articolerà in più momenti nella Capitale. Alle 7 del mattino è previsto l’appuntamento per i tassisti romani al Polmone di Fiumicino, da dove partirà un corteo di taxi – con 50 vetture, su percorso autorizzato dalla Questura – diretto verso piazza Bocca della Verità. Il parcheggio nella piazza è autorizzato anche per i taxi provenienti da altre città.

Alle 11 si terrà un presidio nazionale nei pressi di piazza Montecitorio, sul lato di piazza Capranica, per portare le rivendicazioni della categoria direttamente davanti alle istituzioni.

Le sigle promotrici

All’iniziativa aderiscono numerose organizzazioni sindacali e associative del settore: Associazione Tutela Legale Taxi, Atitaxi, Claai, Consultaxi, Fast Confsal Taxi, Federtaxi Cisal, Or.s.a. Taxi, SATaM, Sitan, Sul Taxi, Tam, Ugl Taxi, UIL Trasporti Taxi, Unica Filt Cgil, Unimpresa, Unione Artigiani, Usb Taxi, Uritaxi e Uti.

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