Roma, 23 aprile 2026
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Stop ai rapporti con Israele, 16mila firme a Roma: conferenza in Campidoglio e mobilitazione cittadina

Il comitato promotore rivendica il record di sottoscrizioni per una delibera popolare. Venerdì l’incontro con la stampa, domenica manifestazione pubblica

di Camilla Palladino - TEMPO DI LETTURA 3'
Stop ai rapporti con Israele, 16mila firme a Roma: conferenza in Campidoglio e mobilitazione cittadina

Una mobilitazione che punta a entrare nel dibattito politico capitolino con numeri rilevanti. Sono 16mila le firme raccolte a sostegno della delibera di iniziativa popolare che chiede l’interruzione dei rapporti tra il Campidoglio e lo Stato di Israele. A promuovere l’iniziativa è il comitato «Roma sa da che parte stare», che rivendica un risultato definito senza precedenti per questo tipo di strumenti partecipativi in città. Secondo i promotori, il numero di adesioni rappresenta «un segno tangibile dell’indignazione provocata dal genocidio in atto contro il popolo palestinese». Una presa di posizione netta, che chiama in causa direttamente le istituzioni locali e il loro ruolo nelle relazioni internazionali.

Conferenza stampa in Campidoglio

Il prossimo passaggio sarà istituzionale e mediatico insieme. È stata infatti convocata per venerdì 24 aprile alle 12 una conferenza stampa in Campidoglio, durante la quale verranno illustrati contenuti e obiettivi della proposta. L’incontro rappresenterà un momento chiave per portare il tema all’attenzione dell’amministrazione capitolina e dei gruppi consiliari, chiamati a confrontarsi con una richiesta che arriva formalmente attraverso uno degli strumenti di partecipazione previsti dallo statuto comunale.

Il confronto politico e il parallelo con Milano

Nel comunicato diffuso dal comitato emerge anche una critica esplicita al mondo politico. I promotori sottolineano come l’indignazione per quanto sta accadendo sia stata espressa «a parole anche da gran parte delle forze politiche», ma senza che, a loro avviso, siano seguite decisioni concrete. La richiesta avanzata a Roma si inserisce inoltre in un contesto più ampio. Un’iniziativa analoga è infatti in corso anche a Milano, dove – viene ricordato – la proposta ha trovato sponda in una parte della maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Sala. Un parallelismo che punta a rafforzare il peso politico della mobilitazione romana, inserendola in una dinamica nazionale.

«Le parole non bastano»: la posizione del comitato

Il cuore del messaggio è tutto nella richiesta di passare dalle dichiarazioni ai fatti. «Di fronte a genocidio e guerre infinite, le parole non bastano. Ognuno è chiamato a fare la propria parte per opporsi ai carnefici e sostenere le vittime. Anche Roma Capitale deve scegliere da che parte stare», si legge nel comunicato. Una presa di posizione che utilizza toni forti e che punta a sollecitare una scelta chiara da parte dell’amministrazione cittadina, chiamata – secondo i promotori – a esprimersi non solo simbolicamente.

Domenica la manifestazione al Circolo Arci

Accanto all’iniziativa istituzionale, il comitato ha organizzato anche un momento pubblico aperto alla cittadinanza. Domenica 26 aprile, a partire dalle 17.30, è previsto un incontro cittadino accompagnato da una manifestazione-spettacolo presso il Circolo Arci «Concetto Marchesi», in via del Frantoio. L’appuntamento si propone come occasione di confronto e mobilitazione, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul tema e coinvolgere un pubblico più ampio, al di fuori delle sedi istituzionali.

Una delibera destinata al Consiglio comunale

La delibera di iniziativa popolare, sostenuta da un numero significativo di firme, dovrà ora seguire il suo iter amministrativo e approdare in assemblea capitolina. Sarà in quella sede che si misurerà la reale disponibilità politica ad accogliere o respingere la proposta. Nel frattempo, la mobilitazione prosegue, tra appuntamenti pubblici e pressioni sulle istituzioni. Con un obiettivo dichiarato: trasformare una raccolta firme in un atto politico concreto.

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