
Mense scolastiche più sane, sostenibili e attente alla qualità del lavoro. È questa la direzione del nuovo bando per la ristorazione scolastica di Roma Capitale, presentato martedì 21 luglio in Campidoglio dal sindaco Roberto Gualtieri insieme alle assessore alla Scuola Claudia Pratelli e all’Ambiente Sabrina Alfonsi. L’appalto, del valore complessivo di 766 milioni di euro in quattro anni, entrerà in vigore dall’anno scolastico 2027-2028. Il bando, pubblicato il 16 luglio con scadenza il 15 settembre, è suddiviso in 15 lotti, uno per ciascun municipio, e interesserà asili nido, sezioni ponte, scuole dell’infanzia comunali e statali, scuole primarie e secondarie di primo grado, oltre al personale docente e a quello di assistenza agli alunni con disabilità. Il servizio garantisce ogni anno circa 23,6 milioni di pasti, pari a circa 150mila al giorno.
La principale novità riguarda l’alimentazione. «Il primo obiettivo è garantire un’alta qualità del servizio e del buon cibo. E poi che questo servizio sia l’occasione per diffondere nei nostri ragazzi uno stile di vita alimentare sano e consapevole», ha spiegato Gualtieri. «Il passo avanti è l’abolizione del cibo ultraprocessato. I pasti verranno serviti tutti in piatti non di plastica e cucinati nelle scuole. Anche questo aiuta a portare più qualità». Nel nuovo capitolato trovano spazio prodotti biologici, Dop, Igp e stagionali, oltre al pesce fresco, mentre aumenteranno frutta e verdura. Prevista anche un’applicazione estensiva dei Criteri ambientali minimi (Cam). Il costo medio del pasto, pari a 6,53 euro e interamente sostenuto dal Comune, non potrà essere oggetto di ribasso nelle offerte.
Tra le novità anche una maggiore attenzione alla sostenibilità. Le aziende che riutilizzeranno il cibo non consumato per progetti sociali riceveranno una premialità, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari.
Il bando introduce inoltre misure a tutela dei quasi quattromila lavoratori del settore. Come ha sottolineato l’assessora Pratelli, il nuovo sistema «tutela il lavoro, garantisce la continuità occupazionale delle quasi 4mila lavoratrici e lavoratori che oggi operano nel servizio, si interessa della qualità del lavoro lungo tutta la filiera e prevede il divieto di subappalto della prestazione principale». Previsto anche un voucher integrativo annuale da 500 euro per ogni addetto, finanziato con uno stanziamento di 2 milioni di euro.
Per l’assessora Alfonsi il nuovo appalto rappresenta uno strumento che «incide in maniera importante sull’economia e sulle abitudini delle persone» e contribuisce a contrastare le disuguaglianze alimentari, considerando che «molti bambini consumano proprio a scuola l’unico pasto completo della giornata». Sulla stessa linea il presidente del Consiglio del Cibo di Roma, Fabio Ciconte, secondo cui il nuovo bando rappresenta «un importante salto di qualità» e dimostra come la ristorazione scolastica possa diventare «uno dei più rilevanti strumenti di politica pubblica per costruire una città più giusta e sostenibile».
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