Roma, 2 settembre 2026
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A Roma gli Stati generali contro il femminicidio: «La prevenzione deve partire anche dall’educazione»

Alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo istituzioni, forze dell’ordine e associazioni si sono confrontate sulla violenza di genere. Nel primo semestre del 2026 sono state uccise 34 donne; otto casi sono stati registrati ai sensi del nuovo reato di femminicidio

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo (turismoroma.it)

Chiesa degli Artisti a piazza del Popolo (turismoroma.it)

Prevenzione nelle scuole, capacità di riconoscere prima i segnali di rischio e una rete più stretta tra forze dell'ordine, servizi territoriali e realtà che assistono le vittime. Sono alcuni dei temi affrontati lunedì 1° settembre alla Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, dove si sono svolti a Roma gli Stati generali contro il femminicidio e la violenza di genere.

L'iniziativa è stata organizzata dall'associazione Alleati con Te, presieduta da Catia Acquesta, e ha riunito esponenti delle istituzioni, forze dell'ordine, magistratura, mondo accademico e associazioni. Tra gli interventi anche quello del questore di Roma Roberto Massucci e della presidente della Fondazione Artemisia Ets Mariastella Giorlandino.

Al centro dell'incontro soprattutto la necessità di intervenire prima che la violenza arrivi alle sue conseguenze più gravi, lavorando contemporaneamente sulla protezione delle persone a rischio e sull'educazione alle relazioni.

Nei primi sei mesi dell'anno 34 donne uccise

Il confronto arriva poche settimane dopo la pubblicazione dei dati del Viminale relativi al primo semestre del 2026.

Dal 1° gennaio al 30 giugno sono state 34 le donne vittime di omicidio, contro le 54 registrate nello stesso periodo del 2025, con una diminuzione del 37 per cento.

Da quest'anno il ministero distingue inoltre i casi contestati sulla base del nuovo articolo 577-bis del codice penale, che ha introdotto nell'ordinamento il reato autonomo di femminicidio ed è entrato in vigore il 17 dicembre 2025.

Nel primo semestre del 2026 il Viminale ha registrato 26 vittime di omicidio volontario e otto vittime di fatti qualificati come femminicidio ai sensi della nuova norma.

L'articolo 577-bis riguarda l'uccisione di una donna quando il fatto viene commesso, tra le altre ipotesi, come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio in quanto donna, oppure in relazione al rifiuto di iniziare o mantenere una relazione affettiva o come limitazione delle sue libertà individuali.

Massucci: intercettare prima i segnali di rischio

Nel corso dell'incontro il questore di Roma Roberto Massucci ha richiamato la necessità di costruire un'azione continuativa tra forze dell'ordine, servizi sul territorio e comunità educanti.

Uno dei punti indicati è la capacità di intervenire rapidamente quando emergono situazioni potenzialmente pericolose, migliorando anche la formazione di chi riceve e gestisce le richieste di aiuto.

Agli Stati generali hanno partecipato anche Filomena Di Gennaro e Maria Antonietta Rositani, sopravvissute a gravi episodi di violenza, che hanno portato la propria esperienza personale all'interno del confronto sulla prevenzione e sulla protezione delle vittime.

L'evento è stato aperto da monsignor Antonio Staglianò, rettore della Chiesa degli Artisti, con un intervento dedicato alla responsabilità individuale e collettiva nel contrasto alla violenza. L'iniziativa è stata convocata da Alleati con Te anche dopo i numerosi casi di donne uccise avvenuti durante il mese di agosto.

«La prevenzione comincia anche dalla presenza affettiva»

La presidente della Fondazione Artemisia, Mariastella Giorlandino, ha concentrato il proprio intervento soprattutto sull'educazione.

Secondo Giorlandino, la prevenzione deve partire anche dalla presenza affettiva delle famiglie e dall'educazione ai rapporti interpersonali, coinvolgendo successivamente scuola, comunità e istituzioni.

L'impostazione proposta è quella di affiancare agli strumenti repressivi un lavoro più precoce sulle relazioni, sull'educazione emotiva e sulla capacità di riconoscere comportamenti violenti o di controllo.

Fondazione Artemisia ha ricordato inoltre le attività che svolge nell'assistenza alle persone che subiscono violenza, attraverso supporto psicologico e legale, presa in carico sanitaria e iniziative formative nelle scuole.

Dalla protezione immediata al lavoro nelle scuole

Uno dei temi emersi durante la giornata è stato proprio il coordinamento tra i diversi soggetti che possono entrare in contatto con una situazione di violenza.

La Fondazione Artemisia riferisce di aver sviluppato protocolli di collaborazione con la Polizia di Stato per coordinare l'assistenza alle donne che si rivolgono ai propri servizi e iniziative con il ministero dell'Istruzione e del Merito nell'ambito della formazione rivolta ai giovani.

L'obiettivo indicato dagli organizzatori degli Stati generali è costruire un sistema nel quale protezione, assistenza sanitaria e psicologica, educazione e prevenzione non procedano come interventi separati.

La giornata di Piazza del Popolo non costituisce però un organismo istituzionale permanente né ha prodotto, almeno nelle informazioni diffuse finora, nuovi provvedimenti normativi. È stata soprattutto un'occasione di confronto promossa dalla società civile per mettere in relazione esperienze e proposte provenienti da mondi differenti.

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