Roma, 28 giugno 2026

Al via gli Stati Generali della giustizia minorile

Stati Generali della giustizia minorile, promossi da Antigone, Libera e Defence for Children Italia. Da maggio a novembre 2026 oltre 150 esperti parteciperanno agli Stati Generali della giustizia minorile per elaborare proposte di riforma e contrastare la deriva repressiva del sistema italiano

di Edoardo Iacolucci TEMPO DI LETTURA 3'
Carcere minorile "Casal del Marmo", Roma

Carcere minorile "Casal del Marmo", Roma

Proposte concrete per contrastare una deriva repressiva e rilanciare un modello fondato su educazione, inclusione e diritti umani. Attraverso sei tavoli tematici dedicati alla questione giovanile e alla reazione penale, alla detenzione minorile, alla messa alla prova e alle comunità educative, ai giovani migranti coinvolti nel circuito penale, all’organizzazione e alle risorse della giustizia minorile e infine alla tutela della salute delle persone minorenni-

Prendono il via gli Stati Generali della giustizia minorile promossi da Antigone, Defence for Children Italia e Libera. L’iniziativa si svilupperà da maggio a novembre 2026 e coinvolgerà oltre 150 esperti ed esperte provenienti da magistratura, università, sanità, avvocatura, servizi sociali, terzo settore e operatori della giustizia minorile. Obiettivo del percorso sarà elaborare linee di indirizzo e proposte di riforma da sottoporre al Governo e al Parlamento.

La denuncia delle associazioni promotrici

Secondo Antigone, associazione impegnata nella tutela dei diritti nel sistema penale, Defence for Children Italia, organizzazione che si occupa dei diritti dell’infanzia, e Libera, rete fondata da don Luigi Ciotti contro mafie e corruzione, il sistema della giustizia minorile italiana starebbe vivendo una fase di «profonda crisi».

Le tre organizzazioni spiegano che il modello italiano, considerato per anni un riferimento in Europa per l’approccio educativo e per la centralità del reinserimento sociale, starebbe progressivamente lasciando spazio a una logica «sempre più repressiva e punitiva».

Nel giugno 2025 i promotori avevano lanciato un appello pubblico per chiedere un cambio di rotta. L’iniziativa era stata sostenuta da associazioni, garanti dei diritti delle persone private della libertà e professionisti del settore. Il percorso è poi proseguito con un’assemblea pubblica organizzata il 25 febbraio scorso a Roma.

I temi al centro del confronto

I tavoli di lavoro si concentreranno sui principali aspetti del sistema minorile italiano, dall’aumento della detenzione minorile al sovraffollamento negli istituti penali per minorenni, fino al ruolo delle comunità educative e dei percorsi alternativi alla detenzione.

«Di fronte all’aumento della detenzione minorile - sottolineano i promotori -, al sovraffollamento negli istituti penali per minorenni e al progressivo indebolimento dell’approccio educativo che ha reso il sistema italiano un modello internazionale, è necessario aprire uno spazio serio di confronto pubblico».

Le organizzazioni spiegano inoltre di voler

«costruire proposte concrete per restituire centralità ai diritti dei ragazzi e delle ragazze e riaffermare una giustizia capace di accompagnare, educare e includere, invece di punire e marginalizzare».

Le relazioni finali confluiranno in un documento conclusivo che sarà presentato durante una conferenza nazionale prevista a Roma nel novembre 2026.

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