Roma, 14 maggio 2026
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Al via gli Stati Generali della giustizia minorile

Stati Generali della giustizia minorile, promossi da Antigone, Libera e Defence for Children Italia. Da maggio a novembre 2026 oltre 150 esperti parteciperanno agli Stati Generali della giustizia minorile per elaborare proposte di riforma e contrastare la deriva repressiva del sistema italiano

di Edoardo Iacolucci - TEMPO DI LETTURA 3'
Carcere minorile "Casal del Marmo", Roma

Carcere minorile "Casal del Marmo", Roma

Proposte concrete per contrastare una deriva repressiva e rilanciare un modello fondato su educazione, inclusione e diritti umani. Attraverso sei tavoli tematici dedicati alla questione giovanile e alla reazione penale, alla detenzione minorile, alla messa alla prova e alle comunità educative, ai giovani migranti coinvolti nel circuito penale, all’organizzazione e alle risorse della giustizia minorile e infine alla tutela della salute delle persone minorenni-

Prendono il via gli Stati Generali della giustizia minorile promossi da Antigone, Defence for Children Italia e Libera. L’iniziativa si svilupperà da maggio a novembre 2026 e coinvolgerà oltre 150 esperti ed esperte provenienti da magistratura, università, sanità, avvocatura, servizi sociali, terzo settore e operatori della giustizia minorile. Obiettivo del percorso sarà elaborare linee di indirizzo e proposte di riforma da sottoporre al Governo e al Parlamento.

La denuncia delle associazioni promotrici

Secondo Antigone, associazione impegnata nella tutela dei diritti nel sistema penale, Defence for Children Italia, organizzazione che si occupa dei diritti dell’infanzia, e Libera, rete fondata da don Luigi Ciotti contro mafie e corruzione, il sistema della giustizia minorile italiana starebbe vivendo una fase di «profonda crisi».

Le tre organizzazioni spiegano che il modello italiano, considerato per anni un riferimento in Europa per l’approccio educativo e per la centralità del reinserimento sociale, starebbe progressivamente lasciando spazio a una logica «sempre più repressiva e punitiva».

Nel giugno 2025 i promotori avevano lanciato un appello pubblico per chiedere un cambio di rotta. L’iniziativa era stata sostenuta da associazioni, garanti dei diritti delle persone private della libertà e professionisti del settore. Il percorso è poi proseguito con un’assemblea pubblica organizzata il 25 febbraio scorso a Roma.

I temi al centro del confronto

I tavoli di lavoro si concentreranno sui principali aspetti del sistema minorile italiano, dall’aumento della detenzione minorile al sovraffollamento negli istituti penali per minorenni, fino al ruolo delle comunità educative e dei percorsi alternativi alla detenzione.

«Di fronte all’aumento della detenzione minorile - sottolineano i promotori -, al sovraffollamento negli istituti penali per minorenni e al progressivo indebolimento dell’approccio educativo che ha reso il sistema italiano un modello internazionale, è necessario aprire uno spazio serio di confronto pubblico».

Le organizzazioni spiegano inoltre di voler

«costruire proposte concrete per restituire centralità ai diritti dei ragazzi e delle ragazze e riaffermare una giustizia capace di accompagnare, educare e includere, invece di punire e marginalizzare».

Le relazioni finali confluiranno in un documento conclusivo che sarà presentato durante una conferenza nazionale prevista a Roma nel novembre 2026.

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