
A poche ore dal corteo nazionale convocato da Spin Time, si apre una frattura nel fronte delle realtà che nelle ultime settimane avevano partecipato al percorso costruito dopo lo sgombero del palazzo di via di Santa Croce in Gerusalemme.
Arci Roma e altre quindici associazioni e comitati hanno annunciato che non aderiranno alle iniziative del 19 e 20 settembre, pur ribadendo la solidarietà alle famiglie e il sostegno alla necessità di trovare una soluzione abitativa stabile. «La nostra assenza non è un disimpegno, ma un atto di responsabilità e di coerenza», spiegano nella lettera con cui motivano la scelta.
Il corteo resta confermato per sabato 19 settembre alle 14, con partenza da piazza della Repubblica e arrivo a piazza Vittorio. Domenica è prevista invece l’assemblea nazionale sul diritto all’abitare e sul futuro delle città. Spin Time continua a raccogliere adesioni da sindacati, associazioni, centri sociali e altre realtà provenienti anche da fuori Roma.
Le realtà che hanno deciso di non partecipare chiariscono innanzitutto che la scelta non rappresenta una presa di distanza dalle persone sgomberate.
Nella lettera ricordano di avere partecipato alle assemblee preparatorie e di avere sostenuto la necessità di garantire alle famiglie «una soluzione abitativa stabile e dignitosa».
La divergenza riguarda invece la cornice politica della mobilitazione.
Secondo i firmatari, esisterebbe una contraddizione tra la volontà dichiarata di contrastare il peso dei fondi immobiliari nelle trasformazioni urbane e la scelta di costruire il percorso insieme a soggetti politici che, nella loro valutazione, avrebbero favorito proprio quel modello di sviluppo.
Il passaggio più politico della lettera riguarda direttamente l’amministrazione capitolina guidata da Roberto Gualtieri.
I comitati contestano quella che definiscono una politica urbana eccessivamente aperta ai grandi investimenti immobiliari e citano, tra gli esempi, la partecipazione del Campidoglio al Mipim di Cannes, i progetti di rigenerazione urbana, le modifiche alle norme tecniche del Piano regolatore e alcune grandi opere.
Si tratta della valutazione politica delle associazioni firmatarie, che accusano la giunta di favorire il peso dei capitali privati nelle trasformazioni della città.
In sostanza, se nell’appello di Spin Time la mobilitazione viene presentata come una coalizione ampia (di s nazionale) contro la finanziarizzazione delle città e individua tra gli avversari politici i fondi immobiliari e il Piano Casa del governo nazionale. Le realtà che non parteciperanno sostengono invece che la critica debba comprendere anche le politiche adottate dalle amministrazioni locali di centrosinistra.
Oltre ad Arci Roma, hanno annunciato la mancata partecipazione l’Associazione Che Guevara Roma, Associazione Roma No Profit, Autodifesa Abitativa, il Circolo Prc Montagnola, il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati Generali, il Comitato Perlefuturegenerazioni, il Comitato popolare Garbatella, il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano e Roma, il Coordinamento Sì Parco No Stadio a Pietralata, la Comunità per le autonome iniziative organizzate, il Csoat Auro e Marco di Spinaceto, Difendiamo Casal Selce No Biodigestore, LabUr di Ostia, Officine Civiche di Ciampino e l’Unione dei comitati contro l’inceneritore.
Le associazioni rivendicano battaglie differenti — dall’abitare alla tutela del verde, dalla gestione dei rifiuti alle trasformazioni urbanistiche — e sostengono che queste esperienze debbano convergere senza essere ricondotte a un unico modello.
La mobilitazione di Spin Time prosegue però con un numero ampio di adesioni. Tra le realtà indicate pubblicamente dagli organizzatori figurano Cgil Roma e Lazio, Rete No Kings, Polo Civico dell’Esquilino, Csoa La Strada, Nonna Roma e Social Forum Abitare; altre adesioni arrivano da associazioni, spazi sociali e organizzazioni di diverse città italiane. Il Pd romano e i Giovani democratici avevano già annunciato ad agosto la propria partecipazione al corteo.
Il portavoce di Spin Time Mosè Vernetti ha ribadito oggi che l’obiettivo resta ottenere il completamento del percorso per l’acquisto dell’immobile di via Santa Croce in Gerusalemme e dare continuità all’esperienza sociale costruita all’interno del palazzo.
Gli attivisti si dicono fiduciosi sulla possibilità che la trattativa con la proprietà possa proseguire e presentano il corteo come una mobilitazione più ampia sul diritto all’abitare e sulle trasformazioni urbane.
La manifestazione partirà alle 14 da piazza della Repubblica e terminerà a piazza Vittorio Emanuele II.
Il giorno successivo, 20 settembre, Spin Time ha convocato un’assemblea nazionale con l’obiettivo di proseguire il confronto tra realtà impegnate sui temi dell’abitare e delle politiche urbane.
La doppia iniziativa arriva a quasi due mesi dall’incendio del 29 luglio e dal successivo sgombero dello stabile. Le famiglie sono state trasferite in sistemazioni temporanee e sono iniziate le prime assegnazioni di alloggi popolari, mentre resta aperta la partita sul futuro dell’immobile.
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