
A via di Santa Croce in Gerusalemme si prepara il terreno per la manifestazione del 19 settembre e l'assemblea del 20: Spin Time torna in piazza e chiede che il percorso per l’acquisizione del palazzo venga portato a termine.
L'appuntamento, ricordato nella conferenza stampa tenutasi in tarda mattinata, è per sabato 19 settembre alle 14, con un corteo che partirà da piazza della Repubblica e arriverà a piazza Vittorio. Il giorno successivo, domenica 20 settembre, è prevista invece un’assemblea cittadina.
«Siamo convinti e fiduciosi rispetto alla possibilità di rientrare in questo palazzo», hanno spiegato oggi gli attivisti durante una conferenza stampa organizzata davanti all’edificio. Alla manifestazione hanno annunciato la propria partecipazione, tra gli altri, Cgil, Polo Civico Esquilino, Rete No Kings, La Strada, Lucha y Siesta e Nonna Roma.
L’esperienza abitativa di Spin Time all’interno dell’ex palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme si è interrotta il 29 luglio, dopo un incendio e il successivo provvedimento che ha impedito agli occupanti di rientrare nell’edificio.
Lo stabile era occupato da circa tredici anni e ospitava all’incirca 400 persone, oltre a una serie di attività culturali, sociali ed educative. Sul palazzo gravava inoltre da anni un sequestro preventivo per invasione di immobile; dopo l’incendio, un ulteriore provvedimento ne ha impedito il riutilizzo da parte degli occupanti.
Nelle settimane successive Roma Capitale ha lavorato alla sistemazione temporanea dei residenti. Il 25 agosto il Campidoglio aveva comunicato che erano state individuate soluzioni per tutti i 127 nuclei familiari e che le tende montate davanti allo stabile erano state rimosse.
Oggi gli attivisti riferiscono che stanno arrivando anche le prime assegnazioni di alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Parallelamente è rimasta aperta la questione del futuro del palazzo.
All’inizio di agosto Roma Capitale aveva formalizzato alla proprietà una proposta per acquistare l’immobile, accompagnandola inizialmente anche dall’ipotesi di un accordo temporaneo che consentisse il rientro degli abitanti.
La proprietà è riconducibile a un fondo gestito da Investire Sgr. Una prima proposta del Campidoglio era stata respinta, ma nelle settimane successive l’amministrazione ha continuato a lavorare sull’ipotesi dell’acquisizione, chiedendo anche all’Agenzia delle Entrate di accelerare la valutazione dello stabile necessaria per stabilirne il valore.
Investire Sgr ha inoltre stanziato 500mila euro a favore del Comune per contribuire alle spese delle sistemazioni abitative temporanee degli ex residenti, con particolare attenzione alle situazioni più fragili e alla continuità scolastica dei minori.
È su questo percorso che Spin Time chiede ora alle istituzioni di andare avanti.
Per gli attivisti, il possibile acquisto dello stabile non rappresenta però soltanto una soluzione abitativa.
«La battaglia di questo palazzo, oltre al diritto alla casa, tiene dentro anche il diritto alla città», hanno spiegato durante la conferenza stampa.
Spin Time rivendica infatti l’esperienza costruita negli anni all’interno dell’edificio come un modello di “welfare comunitario”, con attività sociali, culturali e di supporto organizzate dalla stessa comunità, e chiede che esperienze simili possano essere replicate anche altrove.
Nei giorni successivi allo sgombero gli attivisti avevano già provato a trasferire alcune di queste attività all’esterno dell’edificio, chiedendo al Comune l’utilizzo di gazebo e spazi stradali per laboratori, sportelli e iniziative pubbliche.
«Vogliamo portare il modello Spin Time fuori, replicarlo», hanno ribadito oggi, annunciando anche l’intenzione di rilanciare a livello nazionale il tema del diritto alla casa attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare.
Tra le organizzazioni che hanno confermato la partecipazione al corteo c’è anche la Cgil.
Andrea Paci ha ricordato le immagini dello sgombero e collegato la vertenza di Spin Time alla più ampia emergenza abitativa romana, richiamando le migliaia di persone in attesa di un alloggio popolare.
Anche Lucha y Siesta ha annunciato la propria adesione. Chiara Franceschini ha sottolineato il tema dell’accesso alla casa e ha espresso sostegno al tentativo del Campidoglio di trovare una soluzione pubblica per l’edificio.
Le valutazioni degli attivisti e delle organizzazioni aderenti sulla “rendita” e sulla “speculazione dei fondi immobiliari” costituiscono la loro lettura politica della vicenda. Il dato concreto, al momento, è che il Comune sta valutando l’acquisizione dell’immobile, mentre le famiglie sgomberate sono state trasferite in sistemazioni temporanee e sono iniziate alcune assegnazioni di case popolari.
Il corteo di sabato, spiegano gli organizzatori, vuole quindi segnare non la conclusione della vertenza, ma l’inizio di una nuova fase: partenza alle 14 da piazza della Repubblica e arrivo a piazza Vittorio.
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