
Solidarietà agli occupanti e critica alla politica nazionale. L'hanno espressa gli assessori e gli eletti di Alleanza verdi e sinistra (Avs) nei municipi di Roma e nell’area metropolitana, rivolgendo un appello pubblico al sindaco Roberto Gualtieri contro lo sgombero dello storico spazio occupato Spin Time, nel quartiere Esquilino. Nella nota, gli esponenti della formazione politica annunciano la loro presenza all’assemblea pubblica dello stabile, in programma per il 10 gennaio.
A firmare la missiva, in ordine alfabetico, sono il consigliere comunale Ferdinando Bonessio, il consigliere del I municipio Federico Auer, la consigliera del II municipio Barbara Auleta, l'assessore del III municipio Luca Blasi, le consigliere della città metropolitana Marta Bevilacqua e Barbara Bonanni, il consigliere del XIII municipio Luigi Cagnazzo, l'assessore del X municipio Guglielmo Calcerano, il consigliere del IX municipio Giulio Corrente, il consigliere del X municipio Valerio Facchinelli, l'assessore del I municipio Adriano Labbucci, il consigliere del V municipio Maurizio Mattana, il consigliere del X municipio Marco Possanzini, e l'assessore del IV municipio Maurizio Rossi.
Nel documento, gli esponenti di Avs sottolineano il valore sociale dell’occupazione: ospita oltre 130 famiglie, con bambini che frequentano la scuola, laboratori formativi, spazi di co-working e attività culturali e sociali rivolte alle fasce più deboli. Lo spazio è descritto come un luogo in cui diverse culture e religioni operano insieme, facendo della solidarietà e dell’inclusione una pratica quotidiana.
«Spin Time contraddice la narrazione della destra basata sulla paura e sulla repressione», scrivono gli eletti e gli assessori. «Non è l’immobile occupato il vero scandalo, ma l’esistenza di numerosi immobili pubblici e privati abbandonati da tempo».
L’appello sottolinea che legalità e giustizia non coincidono sempre: «Spesso le leggi sono state utilizzate per ledere la dignità umana», affermano. Per questo, ritengono necessario recuperare il patrimonio pubblico e valorizzare gli spazi sociali autogestiti, richiamando anche i privati alle proprie responsabilità.
Gli esponenti di Avs ricordano che nel 2023 il Comune di Roma ha previsto l’acquisizione dell’immobile, riconoscendone il valore sociale. Di fronte alle minacce di sgombero chiedono chiarezza sulla posizione della proprietà, sottolineando che Roma non ha bisogno di un nuovo hotel per stranieri, ma di luoghi che rispondano ai bisogni sociali.
«Abbiamo fiducia che il sindaco Gualtieri farà valere la posizione di Roma Capitale di netta contrarietà ad azioni di forza e al tempo stesso lavorerà per regolarizzare l’occupazione», conclude la nota.
Secondo Avs, la vicenda riflette due approcci opposti: uno affidato agli interessi privati, che affronta le questioni sociali come ordine pubblico, e uno centrato sull’interesse pubblico, sui diritti fondamentali e sulla dignità delle persone. «Noi eletti e assessori Avs saremo il 10 gennaio all’assemblea dello Spin Time, per difendere un’esperienza che rappresenta i valori su cui basiamo il nostro fare politica», concludono.
La questione di Spin Time è recentemente tornata al centro del dibattito politico cittadino dopo la segnalazione che il dossier sugli sgomberi potrebbe tornare all’attenzione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza dopo le festività e la conclusione del Giubileo. Anche altre forze politiche, come Sinistra civica ecologista e il Partito democratico, hanno chiesto un incontro urgente con il prefetto per discutere del futuro della struttura, sottolineando il ruolo sociale, abitativo e culturale che Spin Time svolge da anni e mettendo in guardia contro una possibile «scelta esclusivamente securitaria».
Allo stesso tempo, tuttavia, Fratelli d’Italia ha chiesto di «fare chiarezza una volta per tutte» sulla situazione, evidenziando la presunta tolleranza verso occupazioni abusive da parte dell’amministrazione capitolina. La vicenda riflette, quindi, un più ampio scontro politico sulla gestione delle occupazioni urbane a Roma, con posizioni divergenti anche all’interno del tessuto istituzionale e della società civile rispetto a come coniugare legalità, tutela sociale e rigenerazione urbana.
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