Roma, 4 novembre 2026
ultime notizie
Cronaca di Roma

La Questura di Roma fa il punto sulle 18 bombe degli ultimi mesi: «Non sono parte di un unico disegno criminale»

Gianfranco Minissale, nuovo dirigente della Squadra mobile, fa il punto sugli episodi registrati nella Capitale. Tra le ipotesi investigative, il controllo delle piazze di spaccio e i contrasti tra gruppi familiari

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 2'
La Questura di Roma fa il punto sulle 18 bombe degli ultimi mesi: «Non sono parte di un unico disegno criminale»

Diciotto bombe esplose a Roma negli ultimi mesi, ma non tutte riconducibili alla stessa organizzazione criminale. È quanto emerge dalle dichiarazioni di Gianfranco Minissale, nuovo dirigente della Squadra mobile della Capitale, che mercoledì 4 novembre ha incontrato i giornalisti nella sede della Questura.

«Non tutte le 18 bombe che abbiamo registrato negli ultimi mesi sono riconducibili a un unico disegno criminale: in alcune occasioni sono certamente scollegate, in altri casi siamo al lavoro su possibili collegamenti», ha spiegato Minissale.

Bombe a Roma, le ipotesi della Squadra mobile

Secondo il dirigente, una parte degli episodi potrebbe essere collegata alla conquista o riconquista di territori strategici per il traffico di stupefacenti.

«Evidentemente c'è un tema di conquista o di riconquista di porzioni di territorio redditizie dal punto di vista del traffico di droga», ha affermato.

Le indagini, tuttavia, non indicano l'esistenza di un'unica regia dietro tutti gli attentati. Gli investigatori stanno valutando possibili collegamenti tra alcuni episodi, mentre altri risultano scollegati.

I contrasti tra gruppi familiari e il ricorso agli esplosivi

Tra le piste investigative figurano anche dissidi tra gruppi familiari antagonisti, che potrebbero avere motivazioni differenti e non necessariamente legate allo spaccio.

«Noi riteniamo che non ci sia una sola mano, ma è ben probabile che alcuni episodi siano riconducibili a dissidi tra gruppi familiari per motivi diversi, a volte legati allo spaccio, a volte no», ha precisato Minissale.

A preoccupare gli investigatori è soprattutto il ricorso agli ordigni come strumento per affrontare conflitti di diversa natura.

«La riflessione che stiamo facendo è che la bomba stia diventando la modalità per risolvere qualsiasi tipo di situazione», ha concluso il capo della Squadra mobile.

Le dichiarazioni delineano quindi un quadro criminale articolato, nel quale gli investigatori distinguono episodi apparentemente autonomi da altri sui quali sono ancora in corso verifiche per individuare eventuali legami.

CONDIVIDI ARTICOLO

La Capitale, il nuovo giornale online di Roma

La Capitale, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Roma il 25 luglio 2024, n. 100/2024

DIRETTORE RESPONSABILE
Stefano Quagliozzi

DIRETTORE EDITORIALE
Jacopo Nassi

SEDE LEGALE

Via Giuseppe Gioacchino Belli, 86
Roma - 00193

FOLLOW US
ORA EDITORIALE SRL P.IVA 17596711006© Copyright 2026 - Made by Semplice