
Continua l'ondata di occupazioni nei licei romani. Da stamattina la protesta ha raggiunto anche il liceo Socrate, alla Garbatella, mentre gli studenti dell'Albertelli hanno annunciato l'occupazione del proprio istituto, unendosi alla mobilitazione che da settimane coinvolge numerose scuole della Capitale.
Al centro delle rivendicazioni ci sono le condizioni dell'istruzione pubblica, il carovita, le guerre e le politiche del governo Meloni. Nel comunicato diffuso dagli studenti dell'Albertelli, l'occupazione viene presentata come una prosecuzione delle manifestazioni del 30 ottobre e delle proteste avviate nelle altre scuole romane.
«Anche l'Albertelli si unisce all'ondata delle continue mobilitazioni e occupazioni che stiamo vedendo nel nostro Paese e in Europa», scrivono gli studenti, richiamando le proteste partite in Francia e quelle avviate a Roma dal liceo Cavour.
Nel documento, gli occupanti denunciano quello che definiscono un progressivo peggioramento delle condizioni scolastiche e contestano la gestione delle proteste da parte delle istituzioni e delle dirigenze degli istituti.
Gli studenti accusano il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara di adottare un approccio repressivo nei confronti delle mobilitazioni e criticano il ricorso a sanzioni disciplinari. Nel comunicato viene citato anche un presunto episodio di aggressione agli studenti da parte del dirigente dell'istituto Argan, circostanza riportata come denuncia degli occupanti e non verificata autonomamente.
La protesta si inserisce in una contestazione politica più ampia, che riguarda anche le prospettive occupazionali dei giovani e l'aumento delle spese militari.
«Noi studenti non vogliamo più vivere in un mondo senza una prospettiva di futuro», si legge nel comunicato, che esprime preoccupazione per le condizioni del lavoro e per il rischio di un coinvolgimento delle nuove generazioni nei conflitti.
Gli occupanti indicano infine tra i propri obiettivi politici le dimissioni del governo Meloni.
L'occupazione dell'Albertelli si aggiunge a una mobilitazione che ha coinvolto numerosi istituti della Capitale.
Tra le prime scuole interessate figurano il Cavour e il Montessori, la cui sede centrale è stata occupata il 20 ottobre. Nei giorni successivi le proteste si sono estese anche a Morgagni, Pirelli e Newton.
Il 26 ottobre è stata la volta del Tasso, con un'occupazione programmata fino al 4 novembre, mentre altre iniziative hanno interessato il Righi e l'Augusto.
Lunedì 2 novembre si sono aggiunti Russell, Plauto e Nomentano. Nelle stesse giornate sono state segnalate mobilitazioni anche in altri istituti, tra cui l'artistico Caravillani di Monteverde.
Mercoledì 4 novembre, infine, l'occupazione è scattata anche al Socrate, nel quartiere Garbatella.
Il fenomeno non riguarda soltanto Roma: secondo la ricostruzione riportata nel materiale sulle mobilitazioni studentesche, le scuole occupate a livello nazionale sarebbero oltre cento.
Dai comunicati emerge una mobilitazione che affianca alle questioni scolastiche rivendicazioni di carattere nazionale e internazionale.
Gli studenti dell'Albertelli collegano infatti il disagio vissuto negli istituti alle difficoltà economiche delle famiglie, alle prospettive di lavoro e alle scelte del governo in materia di difesa e politica estera.
L'occupazione viene così presentata dagli organizzatori non soltanto come una protesta sulle condizioni della scuola, ma anche come uno strumento di partecipazione politica e di contestazione delle scelte dell'esecutivo.
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