Roma, 12 maggio 2026
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Sabato piazza dei Cinquecento torna ad essere Piazza Gaza: annunciata mobilitazione nazionale contro la «Nakba continua»

Il manifesto politico della mobilitazione è ampio e articolato, puntando il dito direttamente contro le istituzioni italiane ed europee. I manifestanti scenderanno in piazza per esigere «la fine immediata del genocidio in corso a Gaza» e un «cessate il fuoco immediato, permanente e verificabile»

di Redazione La Capitale - TEMPO DI LETTURA 2'
Sabato piazza dei Cinquecento torna ad essere Piazza Gaza: annunciata mobilitazione nazionale contro la «Nakba continua»

Il Movimento Studenti Palestinesi ha indetto per sabato 16 maggio alle 15 una grande manifestazione a Roma, in quella che i promotori hanno simbolicamente ribattezzato «Piazza Gaza» (Piazza dei Cinquecento).

L'evento cade in occasione del 78° anniversario della Nakba, la «catastrofe» del 1948, ma i movimenti chiariscono che non si tratta di una semplice ricorrenza storica. In una nota stampa, gli organizzatori denunciano quella che definiscono «Al-Nakba Al-Mustamirra, la 'Nakba continua' che con il costante genocidio, il processo di pulizia etnica, di occupazione coloniale, di apartheid e di continua negazione del diritto al ritorno tenta di rimuovere l’esistenza del popolo palestinese».

Le rivendicazioni: nel mirino gli accordi Italia-Israele

Il manifesto politico della mobilitazione è ampio e articolato, puntando il dito direttamente contro le istituzioni italiane ed europee. I manifestanti scenderanno in piazza per esigere «la fine immediata del genocidio in corso a Gaza» e un «cessate il fuoco immediato, permanente e verificabile».

Particolarmente dure sono le richieste rivolte al Governo e alle amministrazioni locali. Il movimento invoca infatti «la fine della complicità italiana con il governo israeliano», chiedendo esplicitamente «l'interruzione immediata della vendita e dell’esportazione di armi verso Israele» e la «cancellazione di ogni accordo militare, tecnologico, economico e di intelligence». La protesta non risparmia il Campidoglio, sollecitando la «rottura degli accordi tra Comune di Roma, municipi e istituzioni italiane con lo Stato israeliano».

Diritto al ritorno e prigionieri politici

Oltre allo stop alle ostilità, la piattaforma rivendica il rispetto del diritto internazionale, citando la Risoluzione ONU 194 per il «riconoscimento pieno del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e del diritto al ritorno dei profughi». Un punto centrale riguarda anche la detenzione di attivisti e cittadini palestinesi; viene chiesta infatti «la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane», con una menzione specifica per figure come Ahmad Mansour e Anan Yaeesh.

Non solo Roma: il corteo a Napoli

La mobilitazione avrà un prologo a Napoli, venerdì 15 maggio alle ore 15:00 in Piazza Dante. Il movimento ribadisce che la resistenza palestinese testimonia ogni giorno «la violenza dell’occupazione sionista e l’ipocrisia dei suoi complici», accusando i governi occidentali di aver garantito impunità a Israele attraverso un costante «supporto politico, economico, logistico e mediatico».

L'appello conclusivo degli studenti è rivolto al mondo dell'istruzione e della cultura, chiedendo che non si perda la memoria storica attraverso «il riconoscimento e la commemorazione della Nakba nelle scuole, università e negli spazi pubblici».

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