
Il Movimento Studenti Palestinesi ha indetto per sabato 16 maggio alle 15 una grande manifestazione a Roma, in quella che i promotori hanno simbolicamente ribattezzato «Piazza Gaza» (Piazza dei Cinquecento).
L'evento cade in occasione del 78° anniversario della Nakba, la «catastrofe» del 1948, ma i movimenti chiariscono che non si tratta di una semplice ricorrenza storica. In una nota stampa, gli organizzatori denunciano quella che definiscono «Al-Nakba Al-Mustamirra, la 'Nakba continua' che con il costante genocidio, il processo di pulizia etnica, di occupazione coloniale, di apartheid e di continua negazione del diritto al ritorno tenta di rimuovere l’esistenza del popolo palestinese».
Il manifesto politico della mobilitazione è ampio e articolato, puntando il dito direttamente contro le istituzioni italiane ed europee. I manifestanti scenderanno in piazza per esigere «la fine immediata del genocidio in corso a Gaza» e un «cessate il fuoco immediato, permanente e verificabile».
Particolarmente dure sono le richieste rivolte al Governo e alle amministrazioni locali. Il movimento invoca infatti «la fine della complicità italiana con il governo israeliano», chiedendo esplicitamente «l'interruzione immediata della vendita e dell’esportazione di armi verso Israele» e la «cancellazione di ogni accordo militare, tecnologico, economico e di intelligence». La protesta non risparmia il Campidoglio, sollecitando la «rottura degli accordi tra Comune di Roma, municipi e istituzioni italiane con lo Stato israeliano».
Oltre allo stop alle ostilità, la piattaforma rivendica il rispetto del diritto internazionale, citando la Risoluzione ONU 194 per il «riconoscimento pieno del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e del diritto al ritorno dei profughi». Un punto centrale riguarda anche la detenzione di attivisti e cittadini palestinesi; viene chiesta infatti «la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi detenuti nelle carceri israeliane», con una menzione specifica per figure come Ahmad Mansour e Anan Yaeesh.
Non solo Roma: il corteo a Napoli
La mobilitazione avrà un prologo a Napoli, venerdì 15 maggio alle ore 15:00 in Piazza Dante. Il movimento ribadisce che la resistenza palestinese testimonia ogni giorno «la violenza dell’occupazione sionista e l’ipocrisia dei suoi complici», accusando i governi occidentali di aver garantito impunità a Israele attraverso un costante «supporto politico, economico, logistico e mediatico».
L'appello conclusivo degli studenti è rivolto al mondo dell'istruzione e della cultura, chiedendo che non si perda la memoria storica attraverso «il riconoscimento e la commemorazione della Nakba nelle scuole, università e negli spazi pubblici».
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