
Un nuovo approccio per progettare la città. Roma Capitale sceglie l’urbanistica di genere come leva per ripensare lo sviluppo urbano. È stato presentato il primo «Quaderno della città che cambia», documento che raccoglie dati, linee guida e strumenti operativi per costruire una città più inclusiva, accessibile e sicura. Il progetto è promosso dall’assessorato capitolino all’Urbanistica, in collaborazione con Human Foundation e Risorse per Roma.
Le analisi alla base del Quaderno evidenziano come alcune categorie – donne, anziani, bambini, persone con disabilità e comunità Lgbtqia+ – vivano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi, nella mobilità e nella sicurezza. Tra gli studi considerati figurano «Spatium Urbis», realizzato con Sapienza Università di Roma, e le rilevazioni sulla mobilità urbana di Roma Servizi per la Mobilità.
Le linee guida saranno testate nel quartiere di Spinaceto, con interventi di urbanistica tattica legati al programma «15 municipi, 15 progetti per la città in 15 minuti». Un primo banco di prova per tradurre i principi teorici in azioni concrete sul territorio.
Roma si inserisce in un percorso già avviato da altre grandi città come Parigi, Vienna e Barcellona, oltre a esperienze italiane come Torino. L’obiettivo è allinearsi alle migliori pratiche internazionali e costruire una strategia urbana più equa e partecipata.
«L’urbanistica non è mai neutrale: se una città non è progettata per tutti, finisce per escludere qualcuno», ha dichiarato l’assessore Maurizio Veloccia. Tra gli strumenti indicati: illuminazione adeguata, marciapiedi accessibili e trasporti pubblici più capillari, capaci di collegare non solo i luoghi di lavoro ma anche i servizi essenziali.
Per Giovanna Melandri, integrare la prospettiva di genere significa progettare lo spazio urbano partendo dalla vita reale delle persone, dai tempi di cura alla qualità degli spazi pubblici. Il Quaderno offre strumenti concreti per amministratori e tecnici, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridurre le disuguaglianze.
Il percorso proseguirà il 22 aprile con una masterclass all’Urban Center Metropolitano, dedicata all’approfondimento dei temi dell’inclusione urbana. Un passo ulteriore verso una città più accessibile, sostenibile e capace di rispondere ai bisogni di tutte e tutti.
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