
Negli ultimi anni il territorio di Roma è diventato sempre più esteso, con la nascita di nuovi quartieri. Molte famiglie hanno lasciato il centro della città per trasferirsi in aree che un tempo erano considerate periferie e che, poi, si sono urbanizzate e popolate. Una scelta dettata dalla possibilità di vivere in abitazioni più grandi, spesso dotate di spazi esterni, e di contenere il costo della casa.
Ma il risparmio ottenuto sull’abitazione rischia di essere, almeno in parte, annullato dalle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro e svolgere le attività quotidiane. È quanto emerge da una ricerca di Cna sul rapporto tra costo dell’abitare, mobilità e mercato del lavoro.
Secondo l’analisi, trasferendosi nelle zone più periferiche della Capitale, una famiglia rispaermia fino a 4.800 euro l’anno. Ma il costo maggiore degli spostamenti necessari per raggiungere il luogo di lavoro può dimezzare questa cifra. Tra carburante, manutenzione del veicolo e parcheggi, la spesa aggiuntiva arriva a 2.200 euro annui, riducendo il risparmio reale a circa 2.600 euro.
«Spingere i lavoratori fuori città significa modificare profondamente l’organizzazione della vita quotidiana e rischia di avere effetti significativi anche sul tessuto economico della Capitale», è il commento di Roberto Orlandi, Presidente di Cna Roma.
«Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti: Roma continua ad attrarre opportunità, ma l’aumento esponenziale dei tempi di percorrenza e dei costi sostenuti dalle famiglie si riflette sulle imprese, creando a tante aziende grandi difficoltà nel trovare personale disponibile a lavorare in città, senza dimenticare la problematica degli incidenti in itinere», ha spiegato Orlandi.
I costi per gli artigiani e piccole imprese
Dopo Milano, Roma è l’area metropolitana dove il differenziale tra costo della casa e costo della mobilità genera gli effetti economici più rilevanti. La situazione è ancora più complessa per il mondo dell’artigianato e delle piccole imprese, per cui la mobilità non rappresenta semplicemente un costo per recarsi al lavoro, ma è parte integrante del processo produttivo.
Secondo le elaborazioni di Cna, un serramentista percorre mediamente circa 20 mila chilometri l’anno sostenendo costi superiori a 4.500 euro per veicolo. Un elettricista supera i 25 mila chilometri con una spesa annua di circa 5.600 euro. Termoidraulici e manutentori arrivano a 30 mila chilometri e oltre 6.700 euro di costi annui. Gli installatori di impianti, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, possono percorrere fino a 35 mila chilometri l’anno con una spesa che sfiora gli 8 mila euro per ogni mezzo.
«Per noi», aggiunge Orlandi, «è essenziale affrontare il tema attraverso una strategia integrata che metta insieme politiche abitative, mobilità sostenibile e sviluppo economico».
«Servono più alloggi accessibili per lavoratori e giovani, un rafforzamento del trasporto pubblico tra Roma e l’area metropolitana e interventi capaci di ridurre la distanza tra i luoghi in cui si vive e quelli in cui si lavora: la questione abitativa, infatti, non è più solo un tema sociale, ma economico e produttivo», ha concluso Orlandi.
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