
Roma si proietta sul piano internazionale dell’innovazione sostenibile con l’avvio delle attività alla Casa delle Tecnologie Emergenti, dove prende forma una collaborazione tra CTE Roma e lo European Institute of Innovation for Sustainability (EIIS). Il percorso è parte della preparazione allo European Innovation for Sustainability Summit 2026, in programma l’8 e 9 maggio all’Acquario Romano, realizzato con Roma Capitale. L’apertura delle attività segna un passaggio operativo: la CTE diventa un luogo di sperimentazione concreta, dove idee e competenze si trasformano in progettualità. Al centro del percorso ci sono le nuove generazioni, coinvolte nella costruzione di soluzioni per le sfide urbane e ambientali.
Il primo momento operativo è l’Ideathon «Improbable Cities», un laboratorio intensivo di co-progettazione che ha coinvolto giovani innovatori e stakeholder su due grandi temi: il futuro della mobilità urbana, in collaborazione con ATAC, e la gestione dei rifiuti e dell’economia circolare insieme ad AMA Roma. Il lavoro si è sviluppato con metodologia di backcasting, partendo da uno scenario al 2040 per individuare oggi le traiettorie di cambiamento. L’obiettivo è costruire visioni concrete e applicabili alle politiche urbane, attraverso un approccio che integra progettazione, innovazione e sostenibilità.
Nei prossimi giorni la Casa delle Tecnologie Emergenti ospiterà nuovi workshop tematici. Tra questi «Rethinking Fashion», dedicato alla moda sostenibile e alle nuove leadership, e «From Commitment to Action», focalizzato sull’integrazione dei diritti dell’infanzia nelle strategie aziendali. Parallelamente prende forma la campagna «The Future is Here, Somewhere», che coinvolge studenti e studentesse romane in un percorso di riflessione sul futuro della città. I partecipanti sono chiamati a immaginare il proprio 2040, lasciando contributi e visioni personali.
L’Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti di Roma Capitale, Monica Lucarelli, sottolinea la centralità del progetto: «Abbiamo scelto di partire dai giovani perché è da qui che nasce la qualità delle politiche pubbliche. La Casa delle Tecnologie Emergenti è uno strumento strategico con cui Roma costruisce il proprio posizionamento internazionale, mettendo in connessione competenze, imprese e istituzioni». Secondo Lucarelli, le attività avviate dimostrano che Roma è già un «laboratorio attivo», capace di trasformare visioni in progettualità concrete e attivare energie sul territorio.
Il percorso culminerà con lo European Innovation for Sustainability Summit 2026, in programma l’8 e 9 maggio all’Acquario Romano. L’evento riunirà istituzioni, imprese, ricercatori e giovani generazioni per affrontare alcune delle principali sfide globali: governance dell’intelligenza artificiale, adattamento climatico, sicurezza alimentare e nuovi modelli economici sostenibili. Il Summit, realizzato da EIIS con Roma Capitale, punta a trasformare il confronto in azioni concrete, rafforzando il ruolo della città come nodo internazionale dell’innovazione sostenibile.
Il Direttore Generale di EIIS, Andrea Geremicca, ribadisce l’approccio del progetto: «Il futuro non va previsto, ma scelto. Gli Ideathon non sono un esercizio creativo, ma un modo per incidere sul presente, immaginando ciò che vogliamo diventare come città».
Con questo percorso Roma consolida il proprio ruolo non solo come sede di un grande evento internazionale, ma come ecosistema attivo di innovazione. Un sistema in cui istituzioni, giovani e imprese collaborano per trasformare la sostenibilità e la tecnologia in politiche urbane concrete, orientate al futuro della città.
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