Roma, 24 giugno 2026
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Rifiuti a Morolo, intervento urgente della Regione: nel sito 13.700 tonnellate da rimuovere

Un’ordinanza firmata dal presidente Francesco Rocca dispone la messa in sicurezza dell’impianto di Vado San Pietro, la caratterizzazione e lo sgombero dei materiali. Previsti sorveglianza continua e interventi prioritari nelle aree vicine alla strada, alla ferrovia e al bosco

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 3'
Rifiuti a Morolo, intervento urgente della Regione: nel sito 13.700 tonnellate da rimuovere

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha firmato un’ordinanza per la messa in sicurezza d’emergenza dell’impianto situato a Morolo, in provincia di Frosinone, lungo via Morolense, in località Vado San Pietro.

Il provvedimento autorizza la caratterizzazione e lo sgombero dei rifiuti illecitamente giacenti nel sito, precedentemente gestito dalle società SE.IN. S.r.l. e G.N. Ecology S.r.l.

Nella mattinata di mercoledì 24 giugno, i dirigenti della Direzione regionale Ciclo dei rifiuti hanno effettuato un sopralluogo per verificare le condizioni dell’area e valutare le modalità operative dell’intervento, il cui avvio è previsto nelle prossime settimane.

Ghera: «Ripristinare le condizioni di sicurezza ambientale»

L’assessore al Ciclo dei rifiuti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera, ha spiegato che l’intervento servirà a mettere in sicurezza un’area considerata a rischio.

«Grazie all’intervento della Giunta Rocca, la Regione Lazio procederà con la messa in sicurezza di un sito attualmente a rischio per l’incolumità. L’intervento riguarderà la caratterizzazione e la rimozione dei rifiuti per garantire il ripristino delle condizioni di sicurezza ambientale dell’area, che era stata abbandonata e oggetto di recenti atti di vandalismo», ha dichiarato Ghera.

Nel sito circa 13.700 tonnellate di rifiuti

Nel corso di un precedente sopralluogo autorizzato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone, ARPA Lazio aveva stimato la presenza di circa 13.700 tonnellate di rifiuti.

I materiali erano stati dichiarati con il codice EER 19.12.12, ma risultavano privi della necessaria caratterizzazione.

Il sito è sottoposto a sequestro penale. Il curatore ha inoltre segnalato l’accesso abusivo all’area da parte di persone non identificate e l’aggravarsi dei rischi legati alla stagione estiva.

Anche i vigili del fuoco provinciali e la Prefettura di Frosinone avevano sollecitato più volte un intervento, alla luce delle condizioni dell’impianto e dei pericoli connessi alla presenza dei rifiuti.

Cosa prevede l’ordinanza regionale

Secondo quanto riportato nel provvedimento, la situazione del sito è rimasta immutata e rende necessario un intervento immediato a tutela della pubblica e privata incolumità.

L’ordinanza dispone una deroga temporanea alle indicazioni del Piano regionale di gestione dei rifiuti relative all’ordinaria pianificazione dei flussi e all’individuazione degli impianti di destinazione dei rifiuti speciali.

La deroga è finalizzata esclusivamente a consentire il conferimento dei materiali negli impianti autorizzati più vicini che dispongano della necessaria capacità ricettiva.

Sorveglianza continua e sgombero integrale

Il provvedimento prevede l’attivazione di forme speciali e temporanee di gestione dei rifiuti presenti nell’impianto.

La priorità sarà la messa in sicurezza d’emergenza e la liberazione delle aree che impediscono il funzionamento dei presidi antincendio. Gli interventi interesseranno anche le zone perimetrali vicine alla sede stradale, alla linea ferroviaria dell’Alta velocità e all’area boscata.

È prevista inoltre l’attivazione di una sorveglianza continua, alla quale seguiranno la caratterizzazione dei materiali e lo sgombero integrale dei rifiuti verso impianti autorizzati.

Le somme anticipate dalla Regione saranno successivamente recuperate nei confronti dei soggetti obbligati.

L’ordinanza avrà efficacia per un periodo massimo di sei mesi dalla pubblicazione e potrà essere reiterata nei limiti e secondo le modalità previste dall’articolo 191 del decreto legislativo 152 del 2006.

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