Roma, 12 maggio 2026
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Cronaca di Roma

Quattro attivisti condannati a quattro mesi di reclusione per l'imbrattamento della Fontana dei Quattro Fiumi

Il tribunale di Roma ha condannato quattro attivisti di Ultima Generazione a quattro mesi di reclusione per l’azione del 2023 alla Fontana dei Quattro Fiumi di piazza Navona. Assolti dall’accusa di violazione del foglio di via

di Edoardo Iacolucci - TEMPO DI LETTURA 3'
Quattro attivisti condannati a quattro mesi di reclusione per l'imbrattamento della Fontana dei Quattro Fiumi

Quattro mesi di reclusione per quattro attivisti per l'imbrattamento della Fontana dei Quattro Fiumi, l’azione di protesta compiuta il 6 maggio 2023 in piazza Navona.

La decisione è arrivata dal Tribunale di Roma, venerdì 8 maggio. Gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli di imbrattamento, mentre sono stati assolti dall’accusa di violazione del foglio di via.

L’azione era stata organizzata nell’ambito della campagna «Non paghiamo il Fossile», con cui il movimento ambientalista chiedeva al Governo italiano di eliminare i Sad, i sussidi ambientalmente dannosi destinati alle fonti fossili. Secondo Ultima Generazione, nel 2024 questi sussidi avevano raggiunto quota 48,3 miliardi di euro.

L’azione del 2023 a piazza Navona

Il 6 maggio 2023 quattro attivisti avevano versato carbone vegetale diluito in acqua nella Fontana dei Quattro Fiumi, il monumento barocco realizzato da Gian Lorenzo Bernini nel cuore di piazza Navona. Gli attivisti erano stati poi fermati dalle forze dell’ordine.

Ultima Generazione aveva collegato il gesto simbolico agli effetti della crisi climatica, citando siccità e alluvioni sempre più frequenti. Una delle partecipanti all’azione, identificata solo come Anna, aveva dichiarato:

«Il nostro futuro è nero come quest’acqua: senza acqua non c’è vita e con l’aumento delle temperature siamo esposti alla siccità, da un lato, e alle alluvioni, dall’altro».

Il movimento in quei giorni ribadiva come il Governo avesse continuato a finanziare l’industria fossile mentre aumentavano gli eventi climatici estremi in Italia.

Le reazioni di Ultima Generazione

Dopo la sentenza, Ultima Generazione ha annunciato l’intenzione di presentare appello una volta depositate le motivazioni del provvedimento. Gli attivisti ora ricordano che «in più di 70 casi» gli attivisti siano stati assolti nei procedimenti legati alle proteste climatiche.

Alice, 31 anni, decoratrice e una delle persone condannate, ha commentato la decisione del tribunale:

«Nonostante la condanna, riteniamo che azioni come quella alla Fontana di Quattro Fiumi siano state necessarie; l’Italia è nel pieno della crisi climatica, lo era nel 2023 e lo è ancora oggi».

L'attivista ha poi aggiunto:

«Azioni come questa sono state necessarie per diffondere la consapevolezza della crisi in atto. Ma se la sensibilità della cittadinanza sul tema è cambiata anche grazie alle nostre azioni il governo e la politica non vogliono ancora affrontare il problema».

Il nodo dei sussidi alle fonti fossili

Il caso della Fontana dei Quattro Fiumi era diventato uno dei simboli delle azioni dimostrative del movimento climatico in Italia, insieme alle proteste contro monumenti e palazzi istituzionali organizzate negli ultimi anni. La campagna «Non paghiamo il Fossile» aveva chiesto lo stop ai finanziamenti pubblici destinati ai combustibili fossili e maggiori investimenti nella transizione ecologica. Ultima Generazione aveva anche denunciato un aumento della repressione giudiziaria nei confronti delle proteste ambientaliste.

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