
La proposta di legge sull’assistenza psicologica primaria nel Lazio sarà discussa in Consiglio regionale il prossimo 16 settembre. La calendarizzazione è arrivata al termine della conferenza dei capigruppo e riguarda il testo di iniziativa popolare che punta a istituire un servizio territoriale di supporto psicologico, accessibile a tutti e integrato con la medicina generale.
A darne notizia è il gruppo del Partito democratico alla Regione Lazio, che parla di «un passo in avanti fondamentale» e rilancia l’impegno per arrivare all’approvazione della norma.
Tra le principali promotrici della legge c'è la consigliera regionale Sara Battisti, sostenuta da una raccolta di oltre 13mila firme, avvenuta attraverso banchetti e iniziative sul territorio regionale. L’obiettivo è portare nel sistema sanitario regionale un presidio stabile di assistenza psicologica primaria, pensato per intercettare sul territorio i bisogni legati alla salute mentale e garantire un primo livello di presa in carico.
Secondo il Pd Lazio, la salute mentale rappresenta «un tema cruciale per la tutela pubblica e il benessere dei cittadini», con una particolare attenzione alle fasce più fragili e ai giovani.
La proposta di legge è stata depositata il 12 novembre 2025, corredata dalle firme raccolte dai promotori. La verifica di regolarità formale effettuata dagli uffici competenti è stata poi recepita dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio con la deliberazione n. U00019 del 21 gennaio 2026.
Come previsto dal disciplinare sulle procedure relative all’iniziativa legislativa popolare e degli enti locali, nel mese di maggio 2026 sono decorsi i tempi per la calendarizzazione della proposta nella commissione competente. La fissazione della discussione in aula per il 16 settembre rappresenta quindi il passaggio che rimette il testo al centro dell’agenda consiliare.
Il punto centrale della proposta è l’istituzione di un servizio di assistenza psicologica territoriale, accessibile a tutti e collegato alla medicina generale. Una rete di prossimità che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe rafforzare la capacità del sistema pubblico di rispondere alla domanda crescente di supporto psicologico.
Il modello punta a offrire un primo livello di ascolto, orientamento e presa in carico, riducendo le disuguaglianze nell’accesso alle cure e intercettando precocemente situazioni di disagio.
Il Lazio non sarebbe la prima regione a muoversi su questo terreno. In Italia esistono già leggi o sperimentazioni analoghe sullo psicologo di base o sulla psicologia delle cure primarie, anche se con modelli e livelli di attuazione diversi.
La Campania è stata la prima regione a istituire il servizio di psicologia di base già dal 2020, aprendo quindi la strada a modelli simili in altre regioni anche e soprattutto dopo l'appro.
Norme o percorsi simili sono stati approvati anche in regioni come Abruzzo, Toscana, Puglia e Lombardia. Il quadro resta però frammentato, perché l’attuazione concreta varia molto da territorio a territorio.
I dem annunciano ora «massimo impegno» per una rapida approvazione della legge, definita una norma «attesa da tempo».
«Siamo pronti a profondere il massimo impegno e a lavorare con grande determinazione per garantire una rapida e condivisa approvazione di questa norma attesa da tempo, che consentirà di istituire un servizio di assistenza psicologica territoriale, accessibile a tutti e integrato con la medicina generale», conclude il gruppo Pd alla Regione Lazio.
La discussione del 16 settembre sarà quindi il passaggio politico decisivo per capire tempi e margini di approvazione della proposta.
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