Roma, 8 luglio 2026
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Fascicolo sanitario elettronico, tra campagna regionale e adesioni: il Lazio prova ad accelerare

Il consenso alla consultazione resta il nodo centrale: senza adesioni sufficienti, il FSE rischia di non esprimere tutto il suo potenziale, anche in caso di emergenza

di Redazione La Capitale TEMPO DI LETTURA 4'
Fascicolo sanitario elettronico, tra campagna regionale e adesioni: il Lazio prova ad accelerare

Nel Lazio l’adesione al Fascicolo sanitario elettronico resta molto più bassa rispetto ai livelli registrati in altre regioni e sotto la media nazionale rilevata negli ultimi monitoraggi. Un problema non solo statistico, ma concreto: se pochi cittadini esprimono il consenso alla consultazione, il FSE rischia di restare un archivio digitale personale, senza diventare davvero uno strumento utile nei percorsi di cura.

Il punto è decisivo soprattutto nelle situazioni di emergenza. Il Fascicolo sanitario elettronico permette infatti di raccogliere in un unico spazio informazioni come referti, prescrizioni, esami, lettere di dimissione, verbali di pronto soccorso, certificati vaccinali, allergie e intolleranze. Dati che, se consultabili dai professionisti sanitari autorizzati, possono aiutare a ricostruire più rapidamente la storia clinica di un paziente. Somministrazioni e terapie in corso, patologie pregresse e tutti i dati clinici di sintesi, desumibili dal medico di medicina generale sono in fase di implementazione.

L’allarme lanciato da Magi

«Nel Lazio adesioni sotto il 20%, è un campanello d’allarme» aveva avvisato a marzo Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma, richiamando i dati ricordati dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Nel Lazio, infatti, l’adesione al Fascicolo sanitario elettronico - intesa come il rilascio del consenso e non solo l’utilizzo attivo del servizio - risulta raggiungere una percentuale di circa il 10%, contro una media nazionale al 45%, trainata da regioni che raggiungono invece il 70%.

Per Magi, si trattava di un segnale critico. Il Lazio, pur essendo stato tra i territori che hanno portato avanti il percorso tecnico sul FSE, non era riuscito a trasformare lo strumento in una pratica realmente diffusa tra cittadini e professionisti. Il problema, secondo il presidente dell’Omceo Roma, riguarda l’organizzazione del sistema e la capacità di coinvolgere medici, infermieri e pazienti.

La campagna “Pazzesco” della Regione Lazio

Dopo quell’allarme, a giugno la Regione Lazio ha lanciato la campagna di comunicazione “Pazzesco”, pensata per far conoscere ai cittadini le funzionalità del Fascicolo sanitario elettronico e l’importanza del consenso alla consultazione.

La campagna punta a presentare il FSE come uno strumento semplice e utile nella vita quotidiana, ovvero un luogo digitale in cui consultare documenti sanitari, accedere più facilmente ad alcuni servizi e condividere informazioni cliniche con i professionisti coinvolti nel percorso di cura. Il presidente Rocca ha rivolto un appello diretto ai cittadini del Lazio, invitandoli a esprimere il consenso alla consultazione.

Perché il consenso è decisivo

Il consenso alla consultazione è il passaggio che permette ai medici e agli operatori sanitari autorizzati di accedere ai dati presenti nel Fascicolo quando il cittadino viene preso in carico. Senza quel consenso, il paziente può consultare i propri documenti, ma il sistema sanitario non può sfruttare pienamente le potenzialità dello strumento.

Il tema riguarda anche la fiducia. Molti cittadini potrebbero non sapere con precisione cosa contiene il Fascicolo, chi può consultarlo, con quali limiti e per quali finalità. Per questo la comunicazione pubblica diventa essenziale: non basta che il servizio sia disponibile, deve essere compreso.

Uno strumento utile anche in emergenza

Il Fascicolo sanitario elettronico può fare la differenza quando una persona si trova lontano da casa, non ricorda tutti i dettagli della propria storia clinica o non è nelle condizioni di riferirli. In questi casi, la disponibilità immediata di informazioni su allergie, patologie pregresse, terapie in corso o precedenti ricoveri può aiutare i sanitari a intervenire con maggiore tempestività.

È questo uno degli argomenti centrali rilanciati dalla Regione Lazio: il FSE non serve solo per scaricare referti o consultare prescrizioni, ma può diventare uno strumento di continuità assistenziale, soprattutto quando il tempo è un fattore determinante.

La campagna “Pazzesco” rappresenta quindi un tentativo di recuperare terreno su un fronte ancora fragile. La sfida è aumentare il numero delle adesioni e rendere il Fascicolo sanitario elettronico uno strumento abituale e riconoscibile per i cittadini.

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