
È esplosa nella mattinata di oggi la tensione accumulata in mesi di incertezza, ed è successo davanti ai cancelli dello storico impianto. Poche transenne spostate al centro della carreggiata e uno striscione con un messaggio inequivocabile hanno segnato l'inizio di un flash mob che ha paralizzato per alcuni minuti il traffico su via Appia Nuova.
La mobilitazione è scattata intorno alle 7:00, quando decine di operatori ippici, tra addetti ai box, tecnici e collaboratori, hanno occupato la sede stradale. L’azione è stata rapida e mirata, volta ad accendere i riflettori sulla vertenza prima dell’intervento delle forze dell’ordine, ma è servita a lanciare un segnale forte alle istituzioni proprio nel giorno in cui il futuro della struttura viene deciso sui tavoli ministeriali.
Il caos attuale affonda le radici nel fallimento dell'ultima "gara ponte" indetta dal Campidoglio. Dopo il lungo contenzioso con Hippogroup e la successiva rinuncia di Marsicana Srl, che nonostante la vittoria del bando a gennaio non ha mai siglato il contratto, l'impianto è scivolato in un pericoloso limbo burocratico. Per scongiurare la chiusura definitiva, l’Assessore allo Sport Alessandro Onorato ha delineato una strategia d’emergenza che prevede l'affidamento temporaneo della gestione a Zètema Progetto Cultura, società partecipata del Comune di Roma.
Questa soluzione punta a garantire la continuità dei servizi minimi, la cura dei cavalli e il mantenimento della funzione sportiva per quanto riguarda gli allenamenti. Tuttavia, il piano non basta a salvare la stagione agonistica. Il Comune ha infatti già comunicato l'impossibilità di garantire lo svolgimento delle corse ufficiali almeno fino al prossimo settembre, lasciando i lavoratori e l'intero indotto in uno stato di profonda agitazione.
Mentre la protesta infiammava l'Appia, il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) ha convocato un tavolo tecnico per discutere la rimodulazione del calendario nazionale. Senza la disponibilità di Capannelle, il Ministero si trova costretto a redistribuire le date delle corse su altri ippodromi italiani, una mossa che rischia di svuotare di significato l'impianto romano per i prossimi sette mesi. In gioco non c’è solo il prestigio di uno dei templi dell’ippica mondiale, ma il destino dei 29 dipendenti diretti e di oltre duecento collaboratori che orbitano attorno alla struttura.
La vicenda resta ora sospesa tra le carte bollate dei tribunali e le decisioni politiche. Nonostante l'interesse manifestato da altre società private dopo il forfait di Marsicana, i tempi tecnici per un nuovo affidamento restano il principale ostacolo alla ripresa immediata delle attività. Nel frattempo, il presidio dei lavoratori promette di non fermarsi, pronto a spostarsi sotto le finestre del Ministero per chiedere risposte concrete e immediate.
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