
Francesca Re, coordinatrice della campagna "PMA per tutte", sul traguardo delle 50.000 firme
Dalla festa di Milano al Parlamento. La campagna «Pma per tutte», promossa dall'Associazione Luca Coscioni, ha raggiunto e superato le 50mila firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che consenta anche alle donne single e alle coppie di donne di accedere alla procreazione medicalmente assistita in Italia.
Il traguardo è stato celebrato giovedì 29 ottobre a Base Milano, con una festa dedicata alle oltre 50 associazioni che hanno sostenuto l'iniziativa, ai volontari e alle persone che hanno contribuito alla mobilitazione. Ma il prossimo appuntamento sarà nella Capitale: a metà novembre la proposta di legge sarà depositata al Senato, con l'obiettivo di avviare l'iter parlamentare per modificare la normativa italiana sulla fecondazione assistita.
A commentare il risultato è Francesca Re, coordinatrice della campagna Pma per tutte dell'Associazione Luca Coscioni, che sottolinea l'importanza del traguardo raggiunto.
«Siamo riusciti a raccogliere, anzi a superare, le 50.000 firme richieste per poter depositare la proposta di legge PMA per tutte in Parlamento. Con la proposta di legge PMA per tutte chiediamo il superamento di una discriminazione non più tollerabile nel nostro Paese, ovvero quella che non consente a coppie di donne e donne single di accedere legalmente in Italia alla procreazione medicalmente assistita».
La coordinatrice conferma quindi il prossimo passaggio istituzionale: il deposito della proposta in Senato a metà novembre, affinché venga avviata la discussione secondo le procedure previste dal regolamento parlamentare.
«Lo faremo con tutte le associazioni che ci hanno sostenuto, con i volontari, le persone che hanno raccontato le loro storie e quindi faremo tutto ciò che dobbiamo per poter portare a casa una riforma concreta per tutte e per tutti. Grazie».
L'iniziativa legislativa punta a modificare l'articolo 5 della legge 40 del 2004, che disciplina l'accesso alla procreazione medicalmente assistita in Italia. Attualmente, la normativa consente di ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita alle coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.
Restano invece escluse le donne single e le coppie formate da due donne, che non possono accedere legalmente a questi trattamenti sul territorio italiano. La proposta dell'Associazione Luca Coscioni intende eliminare tale limitazione, estendendo la possibilità di ricorrere alla Pma anche a queste categorie.
Secondo i dati diffusi dall'associazione al momento del lancio della campagna, in 32 Paesi europei la fecondazione assistita è già accessibile alle donne single. Tra questi figurano Francia, Spagna, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi, dove l'accesso è consentito anche alle coppie di donne.
L'iniziativa si inserisce nel percorso di modifiche alla legge 40 avvenute negli ultimi vent'anni attraverso le pronunce della Corte costituzionale, che hanno progressivamente eliminato alcune delle restrizioni originariamente previste dalla normativa.
La mobilitazione era stata lanciata l'11 giugno 2026, con l'obiettivo di raggiungere le 50mila firme necessarie per portare la proposta in Parlamento entro sei mesi. Alla campagna hanno aderito oltre 50 associazioni, tra cui Famiglie Arcobaleno, Arcigay, Agedo, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma.
Tra i volti dell'iniziativa anche Alia Guagni, ex calciatrice della Nazionale italiana, diventata madre single grazie a un percorso di procreazione medicalmente assistita effettuato in Spagna. Nel video della campagna, realizzato dalla regista Cecilia Albertini, la sportiva racconta la propria esperienza e le difficoltà incontrate per diventare madre in Italia.
«Mi piacerebbe che mia figlia crescesse in un paese più giusto dove la PMA sia accessibile a tutte le donne, senza dover andare all'estero per realizzare il proprio sogno».
Una testimonianza che riassume uno dei temi centrali della mobilitazione: la necessità, per molte donne italiane, di rivolgersi a strutture sanitarie all'estero per accedere a trattamenti non consentiti dalla legislazione nazionale.
La festa di Milano ha rappresentato non soltanto la conclusione della prima fase della campagna, ma anche l'avvio di una nuova mobilitazione che avrà il suo centro nelle aule parlamentari.
Il superamento delle 50mila sottoscrizioni consente infatti di procedere con il deposito della proposta di legge di iniziativa popolare, ma non ne determina automaticamente l'approvazione. Il testo dovrà affrontare l'esame parlamentare e l'eventuale percorso di modifica della normativa vigente.
Per l'Associazione Luca Coscioni, l'obiettivo è ora trasformare il sostegno raccolto nei mesi di mobilitazione in una discussione legislativa sulla possibilità di estendere l'accesso alla fecondazione assistita in Italia.
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