
La Giornata nazionale delle periferie urbane, istituita con la legge 170 del 2024 e celebrata il 24 giugno, si arricchisce quest’anno di una nuova iniziativa diffusa su tutto il territorio nazionale. Dal 22 al 28 giugno prenderà infatti il via la prima edizione della «Settimana delle Periferie», promossa dalla Fondazione Charlemagne in collaborazione con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. L’iniziativa è stata presentata mercoledì 17 giugno nel corso di un’audizione della Commissione presieduta da Alessandro Battilocchio (Forza Italia). Con il patrocinio della Camera dei Deputati, la manifestazione punta a valorizzare le esperienze di cittadinanza attiva, le reti di solidarietà e le pratiche di inclusione che animano i quartieri periferici, proponendo una narrazione alternativa rispetto a quella tradizionalmente legata al degrado e all’emergenza sociale. La scelta del 24 giugno come data simbolica richiama la tragedia di Caivano del 2014, quando perse la vita la piccola Fortuna Loffredo, ma vuole anche rappresentare un momento annuale di riflessione sulle sfide e sulle potenzialità delle aree urbane più fragili.
La «Settimana delle Periferie» nasce dall’esperienza di Periferiacapitale, il programma comunitario della Fondazione Charlemagne che da sei anni sostiene nella Capitale oltre 120 associazioni, comitati di quartiere, cooperative sociali e gruppi di volontariato impegnati nel contrasto alle disuguaglianze. L’obiettivo dichiarato è estendere questo modello a livello nazionale, costruendo una rete di alleanze tra realtà territoriali e istituzioni. «La periferia non è il margine, ma una lente attraverso cui comprendere le disuguaglianze e la complessità sociale delle città», ha spiegato la presidente della Fondazione Charlemagne, Stefania Mancini. «Con la Settimana delle Periferie vogliamo superare lo stigma che colpisce questi territori e riconoscere il ruolo delle comunità locali come protagoniste del cambiamento. Non si tratta di una celebrazione rituale, ma di uno strumento culturale per dare voce a chi esercita ogni giorno il diritto alla città e al futuro».
Per il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Alessandro Battilocchio, la manifestazione rappresenta «una settimana on the road attraverso l’Italia» per dare visibilità alle tante realtà associative che operano nei territori. «La Giornata nazionale delle periferie urbane è cresciuta in modo esponenziale in un solo anno e oggi può contare su una cornice normativa stabile», ha sottolineato il parlamentare, evidenziando il ruolo delle istituzioni nel sostenere le esperienze positive che nascono nei quartieri.
Cuore della manifestazione sarà Roma, dove sono previsti più di 40 appuntamenti gratuiti tra sport, cultura, ambiente e inclusione sociale. Tra gli eventi più significativi figurano la partita solidale organizzata da Liberi Nantes a Pietralata, la festa di quartiere «Live in Quartaccio», il pranzo sociale promosso da Calciosociale a Corviale e la giornata di confronto con i residenti del Quarticciolo. Il calendario romano coinvolgerà inoltre numerose realtà associative attive nei quartieri della città, con mostre fotografiche, cinema all’aperto, laboratori artistici, interventi di riqualificazione urbana, passeggiate sociali e iniziative dedicate ai giovani e alle famiglie.
La «Settimana delle Periferie» si svolgerà anche in altre otto città italiane: Cagliari, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Pesaro e Torino, oltre ad alcuni comuni dell’entroterra siciliano. Tra le iniziative in programma figurano spettacoli teatrali e musicali a Pirri, incontri sulla rigenerazione urbana a Lecce, attività culturali e sociali a Scampia e Secondigliano, laboratori per bambini a Palermo e progetti di valorizzazione degli spazi pubblici nei piccoli centri siciliani. A Milano è prevista anche la visita di una delegazione internazionale di giovani professionisti impegnati nello sviluppo di comunità locali. L’obiettivo comune è mettere al centro le energie positive presenti nelle periferie italiane, rafforzando il dialogo tra istituzioni, terzo settore e cittadini e mostrando come questi territori possano diventare laboratori di innovazione sociale, partecipazione e inclusione.
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