
Sarà una giornata densa di appuntamenti e di significati, che si inserisce in un momento particolarmente delicato per il mondo universitario e per le nuove generazioni. L’arrivo del Pontefice è previsto per giovedì 14 maggio alle ore 10.20 presso la cappella universitaria «Divina Sapienza», dove sarà accolto dal cardinale vicario Baldo Reina, dalla rettrice Antonella Polimeni e dal cappellano don Gabriele Vecchione. Dopo un momento di preghiera silenziosa, il Papa incontrerà un primo gruppo di studenti, dando così avvio a una visita che si caratterizzerà per il contatto diretto con la comunità accademica.
Il programma proseguirà nel piazzale centrale, dove il Santo Padre saluterà gli studenti dalla scalinata monumentale, prima di un colloquio privato con la rettrice nel Palazzo del Rettorato e della firma del Libro d’Onore. Alle 11 è prevista la scopertura di una targa commemorativa, seguita dall’incontro con il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione. Non mancherà una tappa culturale, con la visita alla mostra «Sapienza e i Papi», allestita negli spazi dell’ateneo.
Il momento centrale della giornata sarà alle 11.30 in Aula Magna, dove Papa Leone XIV terrà un discorso rivolto a docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo. Un intervento atteso, che si inserisce nel solco dell’attenzione che il Pontefice ha più volte dimostrato verso il mondo giovanile e della formazione.
A raccontare il clima che si respira tra gli studenti è Federico Romaldi, rappresentante degli studenti nel Cda, intervistato da LaCapitale.it.
«In un ateneo con numeri così grandi, il clima è naturalmente molto variegato – spiega Romaldi –. C'è chi vive questa attesa con profonda partecipazione spirituale e chi vi guarda con l'attenzione e il rispetto che merita un evento di tale portata storica e istituzionale».
L’accoglienza, sottolinea, sarà improntata «al massimo decoro e al senso di comunità», con un’organizzazione volta a garantire una partecipazione ordinata.
Sul contenuto del discorso del Pontefice, le aspettative sono alte ma non legate a richieste specifiche: «Ci aspettiamo che il dialogo si concentri sul ruolo dei giovani nella società e sulle sfide del nostro tempo. Speriamo in una riflessione condivisa sul valore dello studio e della ricerca, e su come l’università debba rimanere un luogo di crescita umana e di incontro».
Un passaggio importante riguarda anche la natura della Sapienza, università pubblica, laica e profondamente eterogenea. «Questa diversità è la nostra più grande ricchezza – evidenzia Romaldi –. La visita sarà percepita in modi diversi, ma crediamo che una figura morale di questa levatura porti con sé messaggi universali, come pace, dialogo e solidarietà, su cui tutti possono riflettere. Sarà un'occasione di arricchimento culturale per tutti coloro che vorranno parteciparvi».
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