
Cédric Klapisch al cinema Nuovo Sacher poco prima dell'incontro con la giuria degli studenti italiani a Roma - Foto ©Filippo Gori
Il tempo e la scuola, binomio nostalgico e inossidabile. Roma ha ospitato il Prix Palatine 2026, il premio cinematografico assegnato da una giuria binazionale composta da studenti italiani e francesi. Nella capitale, all'Ambasciata di Francia e al cinema Nuovo Sacher, si sono svolti alcuni dei momenti più importanti dell'iniziativa che ha incoronato I colori del tempo di Cédric Klapisch come Miglior film francese e Un anno di scuola di Laura Samani come Miglior film italiano.
Gli studenti italiani coinvolti nel Prix Palatine hanno incontrato Cédric Klapisch, regista e sceneggiatore francese - il suo Appartamento Spagnolo, dal 2002 ha fatto sognare più di una "generazione Erasmus" - tra i più noti del panorama europeo contemporaneo . In occasione del lancio della nuova edizione del premio, ospitato presso l'Ambasciata di Francia, il regista ha presentato I colori del tempo, film poi scelto dalla giuria italiana come migliore opera francese dell'anno.
Klapisch ha poi incontrato i giovani giurati anche al cinema Nuovo Sacher. Lì si è confrontato con loro sui temi al centro della pellicola. Il film racconta la storia di quattro eredi che, riuniti in una casa di famiglia in Normandia, ricostruiscono il passato di Adèle, una giovane donna vissuta oltre un secolo prima, scoprendo il legame tra la sua esperienza e le sfide del presente.
La scelta degli studenti italiani ha premiato un'opera che intreccia memoria, identità e desiderio di emancipazione.
Sul versante francese, il Prix Palatine 2026 per il Miglior film italiano è andato a Laura Samani, regista italiana, per Un anno di scuola, distribuito in Francia da Arizona Films con il titolo Une année italienne.
Il film è stato presentato in una proiezione speciale nella sede dell'Unesco a Parigi e ha conquistato la giuria degli studenti francesi grazie al racconto dell'adolescenza e della ricerca della propria identità. Samani, presente all'incontro con i giovani giurati, ha commentato entusiasta il riconoscimento:
«Sono felicissima perché è un premio tra coetanei, cioè tra pari».
Ambientato nella Trieste del 2007 e liberamente tratto da un racconto di Giani Stuparich, il film segue Fred, una diciassettenne svedese che arriva in Italia e si ritrova a frequentare una scuola quasi esclusivamente maschile. Vengono così messi in discussione equilibri e certezze dei compagni di classe.
Con oltre 3 mila studenti coinvolti e più di 60 proiezioni organizzate nei due Paesi, il Prix Palatine si conferma un'importante piattaforma di scambio culturale. Roma ha avuto un ruolo centrale in questa edizione del 2026. In città si sono tenuti incontri, dibattiti e confronti diretti tra studenti italiani e protagonisti del cinema francese.
La vocazione del premio rimane quindi valorizzare opere capaci di parlare alle nuove generazioni, attraverso temi universali quanto attuali. I giovani giurati hanno quindi premiato due film che in comune hanno protagoniste femminili determinate, giorno dopo giorno, a costruire il proprio percorso.
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