
Caterina Baribieri e Onceim (c) Nat_Urazmetova
Cento spettacoli, 240 repliche e circa mille artisti dall’Italia e dal mondo, distribuiti in 18 spazi della Capitale. Torna dall’8 settembre al 15 novembre il Romaeuropa Festival, giunto alla 41ª edizione e presentato oggi, lunedì 7 settembre, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio.
Il titolo scelto per il 2026 è Il passo del mondo: oltre due mesi nei quali danza, teatro, musica, arti digitali e spettacoli per l’infanzia attraverseranno alcuni dei principali luoghi culturali romani, dall’Auditorium Conciliazione al Teatro Argentina, dal Mattatoio all’Auditorium Parco della Musica, fino al Maxxi e al Teatro dell’Opera.
Il festival partirà con un doppio appuntamento all’Auditorium Conciliazione. Martedì 8 settembre la coreografa Sofia Nappi, con la compagnia Komoco, presenterà in prima nazionale Chora – Il vuoto all’origine, insieme a Dodi. Il 9 settembre sarà invece la volta della musica di Caterina Barbieri, dell’orchestra Onceim e di Christian Marclay.
Barbieri, direttrice artistica della Biennale Musica di Venezia, porterà per la prima volta in Italia Non puoi contare l’infinito, nuova composizione commissionata dalla Philharmonie de Paris e da Romaeuropa. Ad aprire la serata sarà Constellation di Christian Marclay.
Già nei primi giorni il programma si allargherà alla città. Il 10 e l’11 settembre al Teatro India arriveranno Nacera Belaza e Valérie Dréville con L’Echo, mentre il 14 settembre Benjamin Millepied presenterà Summerland all’Auditorium Conciliazione nell’ambito delle celebrazioni per i 70 anni del gemellaggio tra Roma e Parigi.
Dal 15 al 17 settembre il festival si sposterà all’Auditorium Parco della Musica con tre concerti: Fatoumata Diawara con l’album Massa, il cine-concerto Powaqqatsi con il Philip Glass Ensemble e The Trip to Vega, incontro tra l’elettronica di Jeff Mills e l’arpa di Kety Fusco.
Tra i protagonisti internazionali della 41ª edizione figurano anche Sasha Waltz, che torna al festival con Bach Cello Suites Dance, (La)Horde, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz ed Eun-Me Ahn.
Sul fronte italiano, Romeo Castellucci presenterà in prima nazionale Faust. Fatto, non detto, mentre Marta Cuscunà debutterà con La Medium. Il Teatro Valle, in occasione della riapertura, ospiterà Memorie di ragazza di Silvia Costa, tratto da Annie Ernaux.
Per la prima volta a Romaeuropa arriverà anche Vinicio Capossela, insieme a Pierpaolo Capovilla, con E morte non avrà dominio, ballad opera ispirata alla vita di Renato Striglia e all’opera di Dylan Thomas.
Alla presentazione in Campidoglio è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri, sottolineando la capacità del festival di mettere in relazione le diverse istituzioni culturali romane.
«Per Roma Capitale sostenere Romaeuropa significa quindi non soltanto contribuire a un calendario di spettacoli di straordinaria qualità, ma investire in una piattaforma culturale solida, aperta, internazionale e profondamente radicata nella città», ha dichiarato Gualtieri.
Anche l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha richiamato il carattere diffuso della manifestazione.
«La geografia del Festival, che si dispiega in una pluralità di luoghi, testimonia la natura policentrica di Roma, una costellazione di centri, comunità e pubblici diversi».
Il Romaeuropa Festival si concluderà il 15 novembre con una maratona musicale che culminerà nel Classical Rave Party di Enrico Melozzi.
La giornata partirà con i 100 Cellos fondati da Melozzi e Giovanni Sollima e proseguirà con l’Orchestra Notturna Clandestina e numerosi ospiti, tra cui Niccolò Fabi, Alessandro Baricco, Giovanni Sollima, Gloria Campaner, Anastasio e Fasma.
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