Roma, 19 febbraio 2026
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Obesity Upgrade a Guidonia: l’obesità come malattia cronica tra LEA, nuove terapie e presa in carico multidisciplinare

Il dott. Glauco Messina (INI Villa Dante) presenta il corso ECM e spiega perché serve un cambio di paradigma nella cura dell’obesità

di Rosa Chiara ScaglioneULTIMO AGGIORNAMENTO 13 ore fa - TEMPO DI LETTURA 5'
Obesity Upgrade a Guidonia: l’obesità come malattia cronica tra LEA, nuove terapie e presa in carico multidisciplinare

L’obesità è una malattia cronica e recidivante, non una semplice conseguenza di cattive abitudini. Il suo recente riconoscimento nei Livelli essenziali di assistenza e la disponibilità di nuove terapie farmacologiche impongono un cambio di paradigma nella diagnosi e nella presa in carico dei pazienti, soprattutto sul territorio. Non più interventi isolati, ma percorsi strutturati, multidisciplinari e di lungo periodo, capaci di affrontare anche le numerose complicanze metaboliche associate.

Da queste premesse nasce Obesity Upgrade, il corso ECM in programma il 20 e 21 febbraio 2026 a Villa Dante, a Guidonia, di cui è responsabile scientifico il dott. Glauco Messina, endocrinologo e referente del nuovo Centro per la cura dell’obesità di INI Villa Dante. Un’iniziativa formativa rivolta in particolare ai medici di medicina generale, chiamati sempre più spesso a gestire una patologia complessa e in continua crescita.

Il ruolo dei medici di base e il senso dell’evento

Qual è l'importanza di formare i medici di base sul tema dell'obesità?

«L'evento formativo è diretto ai medici di base perché sono i primi a imbattersi nell’obesità sul territorio. Sono quelli che vedono per primi i pazienti e che cercano di seguirli nel tempo».
«Spesso però, quando un percorso nutrizionale, psicologico o farmacologico viene interrotto, sono sempre loro a trovarsi di fronte persone demotivate, che hanno ripreso peso e che presentano di nuovo tutte le patologie metaboliche di partenza. Non è un termine elegante, ma rende l’idea: si tratta di vere e proprie “macerie metaboliche”».

Che cosa è cambiato oggi nell’approccio all’obesità?

«È cambiato il riconoscimento della malattia. L’obesità oggi è considerata una patologia cronica e recidivante ed è stata inserita nei LEA. Questo significa che non possiamo più affrontarla come prima, limitandoci a dire al paziente di mangiare meno e muoversi di più».
«È una malattia reale, con una base fisiopatologica simile a quella del diabete. Parliamo di insulinoresistenza e di alterazioni metaboliche che possiamo controllare e portare a target, ma che tendono a ripresentarsi se il percorso viene interrotto».

Cervello, peso e mantenimento: perché tornare indietro è facile

Perché è così difficile mantenere il peso perso nel tempo?

«Perché il cervello difende il peso. Quando una persona perde molti chili in poco tempo, dopo alcuni mesi l’ipotalamo tende a riportare l’organismo alla condizione precedente. Ha una memoria di ferro».
«Il percorso deve essere lento e graduale: scendere di peso, fermarsi, mantenere e poi eventualmente ripartire. Dopo 12–24 mesi di mantenimento di un peso realistico, non ideale, aumenta la possibilità di difendere quel nuovo equilibrio. Questo è il vero risultato».

Dall’infanzia all’adolescenza: i momenti critici

Ci sono fasi della crescita particolarmente delicate nello sviluppo dell’obesità?

«Sì, a partire dallo svezzamento. Oggi si tende ad anticiparlo molto, ma il punto centrale è far conoscere i sapori. Gli imprinting alimentari che si acquisiscono da piccoli restano anche da adulti».
«In ambulatorio vediamo spesso persone che rifiutano interi gruppi di alimenti. L’amaro non piace, ma molte verdure sono amare e andrebbero mangiate. Se non si educa il palato da bambini, cambiare abitudini da adulti diventa molto più difficile».

E durante l’adolescenza?

«La pubertà è un momento chiave. In alcuni casi lo scatto puberale normalizza l’indice di massa corporea, in altri il sovrappeso peggiora. Qui lo stile di vita è determinante».
«I ragazzi oggi sono molto più sedentari. Il gioco è spesso elettronico e passivo. Anche lo sport è discontinuo: due o tre allenamenti a settimana non sostituiscono un’attività fisica quotidiana e, paradossalmente, aumentano anche il rischio di infortuni».

I segnali d’allarme e il ricorso allo specialista

Quando un genitore dovrebbe iniziare a rivolgersi a uno specialista?

«Il pediatra svolge un ruolo fondamentale, ma oggi vede i bambini meno di quanto accadesse in passato. Una valutazione endocrinologica intorno ai 7–8 anni dovrebbe essere presa in considerazione anche in assenza di problemi evidenti».
«Non si tratta solo di fare esami, ma di ricostruire la storia del bambino: familiarità per obesità o diabete, stile di vita familiare, peso alla nascita. Segnali come aumento del girovita, sedentarietà, stanchezza, riduzione delle relazioni sociali possono indicare un disagio legato al peso».

Farmaci: opportunità e limiti

Qual è oggi il ruolo delle terapie farmacologiche?

«La storia dell’obesità è costellata di tentativi farmacologici falliti. Oggi abbiamo molecole come semaglutide e tirzepatide, che sono efficaci e con pochi effetti collaterali. Non a caso nascono per il diabete, perché le due patologie sono strettamente correlate».
«Questi farmaci aiutano molto e consentono perdite di peso significative, ma non possono essere l’unico pilastro del trattamento. Prima o poi vanno sospesi, anche per il loro costo elevato, e senza un vero cambio di stile di vita il peso tende a tornare».

Le novità annunciate per Obesity Upgrade

Che cosa porterete di nuovo al convegno?

«Un’attenzione molto concreta al cibo, con il concetto di “chef metabolico”. Saper cucinare significa scegliere la materia prima, combinare correttamente gli alimenti e preparare pasti che siano anche metabolicamente favorevoli».
«Porteremo inoltre un lavoro sull’impatto dell’obesità nel mondo del lavoro, con un focus su medici e infermieri. Stiamo osservando un aumento rilevante di sovrappeso e patologie metaboliche in questa categoria e riteniamo sia un tema che merita attenzione».

Obesity Upgrade è il corso ECM gratuito in programma il 20 e 21 febbraio 2026 a Villa Dante, a Guidonia. Il percorso formativo affronta la gestione dell’obesità e delle sue complicanze con un approccio multidisciplinare e olistico, integrando teoria, pratica clinica e casi reali.

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