
Una sperimentazione che potrebbe diventare una pratica consolidata del territorio e costituire un modello in tutta la città: il XII municipio ha presentato i primi risultati della co-progettazione in ambito culturale, uno strumento attraverso cui anche i cittadini, le associazioni, gli enti del terzo settore, decidono la programmazione dell’offerta culturale.
«Abbiamo dimostrato che da un punto di vista amministrativo si può fare co-progettazione anche in ambito culturale», ha detto il presidente Elio Tomassetti durante un incontro che si è tenuto in municipio con tutte le realtà coinvolte.
«I vantaggi di questa procedura - ha aggiunto - risiedono principalmente in due aspetti: da un lato il rafforzamento della rete tra le realtà culturali del terzo settore, dall’altro l’aver riattivato un dialogo trasparente con tutti gli attori del panorama culturale del nostro territorio».
Il progetto, primo a Roma, non solo ha l’obiettivo di coinvolgere nel processo decisionale la società civile nell’organizzazione degli eventi ma anche quello di favorire la partecipazione:
«Le formule di amministrazione condivisa sono più trasparenti rispetto alle formule di affidamento ordinario - ha spiegato Tomassetti -. e permettono di superare il gap tra le varie realtà territoriali».

Riunione nell'aula consiliare del municipio XII
Alla riunione nella sede municipale di via Fabiola, con oltre 20 associazioni, ha partecipato anche l'assessore capitolino alla Cultura Massimiliano Smeriglio:
«Co-gestione, responsabilizzazione, l’idea di un pubblico diffuso sono ormai dei concetti chiave per una politica partecipata, necessaria ad una città come Roma, che è cambiata e continua a trasformarsi, richiedendo un coinvolgimento sempre più attivo dei cittadini», ha dichiarato l’assessore.«La sfida che ci si presenta ora è quella di capire come mettere in atto questi principi dal punto di vista delle procedure», ha sottolineato Smeriglio.
Intanto il municipio, dopo un anno di sperimentazione in cui sono stati delineati i bisogni territoriali, gli obiettivi e organizzate le prime attività in collaborazione, è deciso ad andare avanti.
«La co-progettazione è stata pensata per superare la frammentarietà e fare rete per la realizzazione di un progetto comune», ha precisato l'assessora alla Cultura Gioia Farnocchia. «Costruire una cultura condivisa, mai come oggi, sembra un orizzonte verso cui tutti noi dobbiamo tendere», ha concluso l'assessora auspicando il coinvolgimento di nuove realtà e di maggiori risorse economiche.
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