
Foto di Camilla Palladino
Roma ha ospitato il convegno conclusivo di «Mobility as a Service for Italy» (MaaS4Italy), il progetto nazionale finanziato dal Pnrr che punta a rivoluzionare la mobilità urbana attraverso l’integrazione digitale dei servizi di trasporto pubblico e privato. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dipartimento per la Trasformazione Digitale e Roma servizi per la mobilità, ha riunito istituzioni, operatori e aziende del settore per fare il punto sui risultati della sperimentazione e sulle prospettive future.
Il modello «Mobility as a Service» consente agli utenti di pianificare, prenotare e pagare un viaggio multimodale utilizzando un’unica piattaforma digitale. L’obiettivo è semplificare gli spostamenti integrando in un solo sistema autobus, metropolitane, tram, taxi, sharing mobility e servizi ferroviari. Secondo l’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, il MaaS nasce per rendere l’alternativa all’auto privata «non solo possibile ma semplice», consentendo ai cittadini di organizzare l’intero viaggio con un unico strumento digitale.
La Capitale è stata una delle prime tre città italiane, insieme a Milano e Napoli, a partecipare alla prima fase della sperimentazione. Attraverso Roma Servizi per la Mobilità è stato realizzato il Regional Access Point, l’infrastruttura tecnologica che permette l’integrazione tra i diversi operatori e il collegamento con le piattaforme nazionali. La prima fase della sperimentazione si è svolta tra luglio e novembre 2023 e ha coinvolto trasporto pubblico locale, sharing mobility e taxi, con oltre 1.500 utenti tester e otto operatori MaaS. La seconda fase, avviata nel 2025 e proseguita nel 2026, ha introdotto dati dinamici in tempo reale, l’integrazione con treni regionali e Intercity e l’utilizzo del sistema durante grandi eventi, come la finale di Coppa Italia.
I dati presentati durante il convegno mostrano come nella Capitale il MaaS sia stato utilizzato per l’89,2 per cento degli spostamenti tramite autobus, metropolitane e tram. La sperimentazione ha inoltre generato un incremento del 6 per cento nell’utilizzo del trasporto pubblico e un aumento di 19 punti percentuali dell’uso dei servizi di sharing mobility. Tra i risultati evidenziati figurano anche la digitalizzazione del sistema Atac, l’introduzione di nuovi dispositivi per l’accesso digitale ai tornelli della metropolitana, la produzione di dati in tempo reale sul servizio metro e lo sviluppo dell’Account Based Ticketing, che permette di associare il titolo di viaggio direttamente al profilo dell’utente.
Accanto ai risultati positivi, sono emerse alcune criticità. Gli organizzatori hanno segnalato una partecipazione attiva inferiore alle attese rispetto al numero complessivo di iscritti e le difficoltà iniziali legate all’integrazione delle diverse piattaforme digitali. Per Patanè, la sfida principale riguarda ora il futuro del sistema dopo la conclusione dei finanziamenti straordinari del Pnrr. L’assessore ha sottolineato la necessità di definire un modello economico sostenibile, una governance stabile e un quadro normativo chiaro per garantire continuità all’infrastruttura digitale costruita in questi anni.
Nel corso dell’evento è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha ricordato gli investimenti in corso sul sistema dei trasporti romani. «Stiamo mettendo a terra 10 miliardi di investimenti, di cui 6,5 miliardi sul ferro», ha affermato il primo cittadino, definendo il programma il più importante degli ultimi decenni per la mobilità della Capitale. Gualtieri ha evidenziato come il MaaS possa diventare uno strumento fondamentale per favorire l’intermodalità e ridurre l’utilizzo dell’auto privata, ma ha ribadito la necessità di un sostegno economico stabile da parte del Governo per evitare che i risultati ottenuti durante la sperimentazione vadano dispersi.
Dalle conclusioni del progetto emerge la necessità di consolidare il MaaS come politica strutturale. Le sfide principali riguardano la qualità e la condivisione dei dati tra operatori, la definizione di criteri trasparenti per suggerire agli utenti le migliori alternative di viaggio, il coinvolgimento degli operatori del settore e il rafforzamento del trasporto pubblico locale, considerato la vera dorsale dell’intero ecosistema. L’obiettivo, condiviso da istituzioni e operatori, è trasformare la sperimentazione in un servizio permanente capace di rendere più semplice, sostenibile ed efficiente la mobilità nelle città italiane.
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